Vaiolo delle scimmie, vaccino, quarantena: ecco la circolare del ministero della Salute

Valutare la vaccinazione per i sanitari, l’applicazione delle misure di quarantena in alcuni contesti e bloccare le donazioni di sangue da parte dei contatti asintomatici. Sono i principali contenuti della circolare del ministero della Salute sul vaiolo delle scimmie che, si legge nel testo, potrebbe trasmettersi dall’uomo anche agli animali di compagnia.

I casi confermati in Stati membri dell’Unione europea, al 23 maggio, sono 68 i casi e almeno 42 casi in fase di indagine. Non si sono fino a ora registrati decessi. A quanto apprende l’Adnkronos Salute, è negativo il paziente arrivato nella notte al Pronto soccorso dell’ospedale Sacco di Milano e sottoposto a indagini per sospetto vaiolo delle scimmie. In osservazione c’è un altro paziente con anamnesi ritenuta probabile, in arrivo da un alto ospedale cittadino.

Nella circolare si legge che, nonostante “la probabilità di trasmissione dell’infezione” da virus del vaiolo delle scimmie “agli operatori sanitari che indossino dispositivi di protezione individuale appropriati (camice monouso, guanti monouso, copriscarpe o stivali monouso, protezione respiratoria tipo Ffp2 e protezione degli occhi con occhiali o visiera) sia molto bassa”; va valutata la somministrazione di un vaccino per chi deve necessariamente avere a che fare con il vaiolo. “La vaccinazione post-esposizione (idealmente entro quattro giorni dall’esposizione) può essere presa in considerazione per contatti a rischio più elevato: come gli operatori sanitari, compreso il personale di laboratorio, previa attenta valutazione dei rischi e dei benefici”, si legge nel documento.

Quanto alle cure, è prevista anche “l’adozione di contromisure di tipo farmacologico, inclusi specifici antivirali” che “può essere presa in considerazione nell’ambito di protocolli di uso sperimentale o compassionevole; in particolare per coloro che presentano sintomi gravi o che possono essere a rischio di scarsi risultati, come le persone immunodepresse”.

Inoltre, “in specifici contesti ambientali ed epidemiologici, sulla base delle valutazioni delle autorità sanitarie, potrebbe essere richiesta l’applicazione dimisure quarantenarie“, è scritto nella circolare.

La circolare prescrive ancora che “Chi ha avuto un contatto con uno dei casi accertati di vaiolo delle scimme non deve “donare sangue, cellule, tessuti, organi, latte materno o sperma mentre sono sotto sorveglianza”. La circolare specifica che i contatti “devono essere monitorati almeno quotidianamente per l’insorgenza di segni/sintomi per un periodo di 21 giorni dall’ultimo contatto con un paziente o con i suoi materiali contaminati durante il periodo infettivo. I sintomi includono mal di testa, febbre, brividi, mal di gola, malessere, astenia, eruzione cutanea e linfoadenopatia”.

Durante i 21 giorni di sorveglianza i contatti di un caso accertato di monkeypox “devono evitare contatti con persone immunodepresse, donne in gravidanza e bambini di età inferiore ai 12 anni”. Il tracciamento dei contatti, si sottolinea, “permette la rapida identificazione di nuovi casi, di interrompere la trasmissione del virus e contenere l’epidemia.
Permette inoltre di identificare precocemente e gestire eventuali contatti a rischio più elevato di sviluppare una malattia grave”. Nella ricerca dei contatti, si precisa, “vanno considerati diversi contesti, tra cui famiglia, posto di lavoro, scuola/asilo nido, contatti sessuali, assistenza sanitaria, trasporti, sport, incontri sociali e qualsiasi altra interazione ricordata. Gli elenchi delle presenze, le liste passeggeri eccetera possono essere ulteriormente utilizzati per identificare i contatti”.

Il ministero non esclude la trasmissione della malattia dall’uomo agli animali di compagnia. “Attualmente si conosce poco sull’idoneità delle specie animali europee peri-domestiche (mammiferi) a fungere da ospite per il virus del vaiolo delle scimmie. Tuttavia si sospetta che i roditori, e in particolare le specie della famiglia degli Sciuridae (scoiattoli), siano ospiti idonei, più dell’uomo, e la trasmissione dall’uomo agli animali (da compagnia) è quindi teoricamente possibile”, si legge nella circolare sui casi di monkeypox. “Un tale evento di spill-over potrebbe in ultima analisi portare il virus a stabilirsi nella fauna selvatica europea e la malattia a diventare una zoonosi endemica”, è il monito contenuto nel documento, in linea con l’avvertimento lanciato nei giorni scorsi anche dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, Ecdc.

I poxvirus come il vaiolo delle scimmie “mostrano una straordinaria resistenza all’essiccazione; e una maggiore tolleranza alla temperatura e al pH rispetto ad altri virus capsulati. Queste caratteristiche hanno un forte impatto sulla loro persistenza ambientale: i materiali provenienti da pazienti infetti (ad esempio le croste cutanee)”, oppure oggetti contaminati come “ad esempio le lenzuola, rimangono infettivi per lungo tempo”. Fra le raccomandazioni della circolare ci sono anche consigli sulla pulizia e la disinfezione di stanze,superfici e indumenti entrati in contatto con una persona infetta. Operazioni che richiedono alcune cautele. Per esempio, la pulizia della stanza in cui ha soggiornato un caso di vaiolo delle scimmie, “deve essere effettuata senza sollevare molta polvere; o provocare la formazione di aerosol con normali prodotti per la pulizia, seguiti da una disinfezione con ipoclorito di sodio allo 0,1% (diluizione 1:50, se si usa candeggina domestica, di solito a una concentrazione iniziale del 5%). Occorre prestare particolare attenzione alle superfici e ai servizi igienici toccati di frequente. Gli indumenti e la biancheria contaminati devono essere raccolti e lavati a cicli di 60°C”, elenca il documento.

Nonostante le caratteristiche citate nella circolare, “i poxvirus sono sensibili ai comuni disinfettanti”, sebbene possano esserlo “meno ai disinfettanti organici rispetto ad altri virus capsulati, a causa del ridotto contenuto di lipidi dell’involucro”. Un’altra raccomandazione è quella di utilizzare “attrezzature monouso per la pulizia (panno, spugna, eccetera)”, e se non sono disponibili “devono essere poste in una soluzione disinfettante efficace contro i virus o in ipoclorito di sodio allo 0,1%. Se non è disponibile nessuna delle due soluzioni, il materiale deve essere eliminato”. Per quanto riguarda invece “garze o altro materiale imbevuto di liquido di lesione o contenente croste provenienti dal caso” di vaiolo delle scimmie, “devono essere preferibilmente gestiti in una struttura sanitaria come rifiuti speciali”. (Foto da Adnkronos Salute)

Pubblicato da edizioni24

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