Urne, Lecce e Urbino al centrodestra: inutili le furbate orchestrate dalla sinistra

By Lorenzo Grossi

Lecce e Urbino, due città finite per motivi diversissimi sotto l’occhio del ciclone proprio in pieno weekend elettorale a causa di alcune iniziative polemiche a opera di esponenti della sinistra, vengono vinte entrambe dalla coalizione di centrodestra. Adriana Poli Bortone diventa sindaca del capoluogo salentino per la terza volta nella sua storia: strappato al ballottaggio la guida del Comune che era in mano a Carlo Salvemini, primo cittadino uscente finito sconfitto dalla ex ministra dell’Agricoltura. Finisce 53%-47% a favore della Poli Bortone, già sindaca di Lecce dal 1998 al 2007, la quale aveva sfiorato la vittoria al primo turno due settimane fa per una manciata di voti.

La città aveva ospitato un piccolo grande giallo nella giornata di sabato 22 giugno, quando l’emittente televisiva Telerama aveva scovato Michele Emiliano incontrare a porte chiuse, a dispetto della norma sul silenzio elettorale, alcuni dirigenti dell’Asl di Lecce. Per quanto un esponente del Partito Demicratico avesse cercato di sminuire la situazione parlando di un semplice faccia a faccia con “alcuni amici appartenenti a diverse categorie sociali e professionali per parlare anche del ballottaggio a Lecce”. Una versione che non aveva per niente convinto l’alleanza di centrodestra, che subito ha annunciato un esposto in procura.

Al di là dell’eventuale giudiziaria, certamente questa entrata a gamba tesa del presidente della Regione Puglia era stata tutt’altro che opportuna: quasi come se fosse a caccia di voti in zona Cesarini e per di più quando non si poteva più fare per legge campagna elettorale. Come poi non fosse bastato, nella serata di ieri il sito QuintoPotere aveva riportato che Emiliano aveva inviato un messaggio su WhatsApp a molteplici contatti, in cui invitava caldamente a sollecitare tutti i riferimenti affinché andassero a votare: “L’affluenza è bassa – scriveva -. Mobilitate tutti e chiedetegli di andare a votare. Si vota sino a domani alle 15. Forza forza forza, votare è un diritto, ma anche un dovere. Fate girare ovunque”. Ma a Lecce tutti questi sforzi (scorretti) non sono serviti a niente.

Così come non è servito a nulla lo pseudo tentativo di intimidazione messo in atto a Urbino da Gianluca Carrabs, ex assessore regionale delle Marche e attuale esponente di Alleanza Verdi-Sinistra nel mandare una serie di messaggi vocali dal tono vagamente minatorio a un candidato della Lega: “Ti posso ancora aiutare. Mandami una fotografia del tuo voto e ti libererò, sennò fai la fine di tutti gli altri, mi dispiace per te”, diceva. Anche questo episodio è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria, facendo riferimento a un “presunto tentativo di broglio contenuto in un messaggio vocale inviato da un candidato del centrosinistra ad un rappresentante della coalizione opposta”.

Pure in questa circostanza tutto questo bailame è stato alquanto inutile: Maurizio Gambini è stato riconfermato sindaco per i prossimi cinque anni. Il dato definitivo giunto dallo spoglio nei seggi rivela che il rappresentante locale del centrodestra ha ottenuto il 52% dei consensi validi di chi è andato a votare, mentre Federico Scaramucci – pur avendo stretto un’alleanza con Maria Francesca Crespini della lista civica “Futura” – si deve accontentare del restante 48% di questo ballottaggio. Niente successo in trasferta, quindi, per il campo largo di centrosinistra.

Per i partiti che stanno governando il Paese da più di un anno e mezzo, inoltre, arrivano anche altre vittorie nei ballottaggi tenuti ieri e oggi. Come ad esempio a Rovigo, con la netta vittoria di Valeria Cittadin del 58% contro Edoardo Gaffeo del Movimento 5 Stelle. A Vercelli Roberto Scheda s’impone con il 55%, opposto al candidato di centrosinistra Gabriele Bgnasco. Con sostanzialmente lo stesso risultato in termini di percentuale arriva anche il successo del centrodestra a Caltanissetta, con Walter Tesauro nuovo sindaco della città siciliana che viene così strappata alla giunta grillina che l’aveva guidata negli ultimi 5 anni.

In generale, nei capoluoghi di provincia, vince il centrosinistra 17 a 11. Ma per le opposizione c’è ben poco da ridere e da festeggiare, perché da quando si è insediato il governo Meloni le forze del cosiddetto “campo largo” è riuscito a prendere solamente scoppole in altre competizioni non meno importanti: Europee in primis, ma poi anche tutte le regioni andate al voto (esclusa la Sardegna) come Lombardia, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Molise, Trentino e Abruzzo. Per non parlare della netta vittoria alle amministrative della primavera del 2023 dove il centrodestra strappò la roccaforte rossa Ancona.

Tutti e tre i partiti della coalizione azzurra sono andati bene alle elezioni per il rinnovo dell’Europarlamento di due settimane fa, addirittura migliorando le proprie performance ai seggi. Insomma: se veramente la sinistra è convinta che il vento sia cambiato con oggi pomeriggio, s’illude parecchio.

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