Ulteriore batosta per Amber Heard, perde ancora: respinta l’istanza per l’annullamento del processo. Ora deve pagare i danni “morali” per le molteplici bugie raccontate

Amber Heard ha perso ancora una volta. La giudice Penney Azcarate le ha negato l’istanza: nessun annullamento della sentenza di giugno che l’ha condannata per diffamazione contro l’ex marito Johnny Depp e nessun nuovo processo contro di lui. Per il magistrato d’oltreoceano, equilibrata e dal pugno di ferro, 18 mesi di studio e analisi del caso, più 6 settimane di processo con tanto di telecamere urbi et orbi, sono stati più che sufficienti a chiarire accuse, motivazioni difensive, prove e testimonianze inoppugnabili.

Dunque, il togato della Virginia ha respinto l’istanza dell’attrice di Aquaman e sentenziato che non ci sarà nessun nuovo processo nella causa per diffamazione che il Pirata dei Caraibi ha vinto al di là di ogni ragionevole dubbio. E c’è di più. Se vorrà adire all’appello, Amber Heard – i cui legali avevano chiesto di cassare il verdetto che la obbliga a pagare 10 milioni di dollari a Johnny Depp – dovrà saldare il debito giudiziario e firmare una obbligazione con cui si impegna a procedere entro i termini stabiliti dalla legge. Pena l’applicazione di un ulteriore 6% di interessi alla cifra stratosferica già fissata e che sanzionerà il ritardo.

Un altro colpo al fianco dell’indomita attrice che ora si ritrova nella morsa della sua stessa aggressività. Quella verbale e fisica agita contro l’ex marito, e testimoniata in tribunale a Fairfaix (Virginia). Quella che l’ha ostinatamente condotta all’assalto giudiziario, studiato mossa dopo mossa: dalla richiesta di un ordine restrittivo indirizzato al marito da cui si stava separando. Alle convocazioni dei paparazzi a cui mostrarsi con ecchimosi e lividi, che il dibattimento che si è concluso a giugno ha sbugiardato a suon di esperti informatici. Consulenti psichiatrici forensi. E degli stessi giornalisti di gossip, che la diva avrebbe occasionalmente allertato e strumentalizzato.

Neppure il giallo del giurato è valso ad Amber Heard il tentativo di annullare la sentenza e azzerare il debito milionario dovuto alla controparte con il pagamento degli oltre 10 milioni di danni. Secondo gli avvocati dell’attrice di Aquaman il lavoro di controllo sulla giuria non era stato sufficientemente accurato. Tanto che era emerso, a verdetto concluso, che uno dei componenti della giuria non era la persona realmente convocata per l’incarico, ma una con lo stesso nome. Che abitava allo stesso indirizzo. Ma con una data di nascita differente.

Il membro della giuria numero 15, scrivono i legali nel ricorso, «non era lo stesso individuo elencato nel collegio dei giurati». Pertanto, rendicontano nell’istanza, «è stato così compromesso il diritto della Heard a un processo equo. In queste circostanze deve essere annullato per vizio di forma». Nessun giurato convocato per sbaglio, ha replicato la giudice Azcarate motivando il rigetto dell’istanza dell’attrice. Perché, ha argomentato il togato americano, quel giurato era stato approvato da entrambe le parti prima del verdetto. E se qualcosa ci fosse stato da eccepire da una o dall’altra fazione, il reclamo avrebbe dovuto essere presentato nei primi giorni dell’avvio del dibattimento.

No way out, insomma: nessuna via d’uscita per la recalcitrante Amber. Che ora alla beffa della sconfitta – dopo essersi presentata al mondo e all’universo MeToo come la vittima indifesa di violenze domestiche rivelatesi alla sentenza, più che subite, agite, unisce anche il danno economico. La Heard deve pagare i danni a Johnny Depp per averlo diffamato. Senza ulteriori proroghe. Una cifra inferiore ai 50 milioni chiesti dall’attore, ma più del doppio degli alimenti ricevuti al momento del divorzio. «La giuria mi ha ridato la vita», era stato il primo commento di Depp. Ed è vero: infatti vola da Berlino a Praga, passando per Copenaghen, in tour per l’Europa (è atteso il 20 luglio in Italia, al Pordenone Blues Festival) con l’amico musicista Jeff Beck, raccogliendo successi e solidarietà dallo sconfinato bacino di fans sparsi ovunque al di là e al di qua dell’oceano.

E così, mentre l’attrice, se si deve credere ai gossip in circolazione sui social e sui tabloid di mezzo mondo, si accingerebbe a mettere insieme un pamphlet pieno di dettagli bollenti sulla sua relazione con Depp, il “Pirata dei caraibi” dopo il boicottaggio di Hollywood – partito un secondo dopo le accuse della ex moglie –si prepara a tornare sul set in Francia: sarà Luigi XV. La prima a credere in lui nel bel mezzo delle vicende giudiziarie è stata la regista francese 46enne Maiwenn Le Besco, che lo ha voluto per interpretare il re di Francia detto “il Beneamato” – che regnò per 59 anni, dal 1715 al 1774 – nel film La Favorite. Le riprese, che dureranno tre mesi, si svolgeranno tra Parigi e Versailles: la reggia dove l’attore battezzerà anche la sua rinascita cinematografica.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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