Tsunami nel Partito Democratico, tegola Gentiloni: altri guai per Schlein

Il cosiddetto “effetto Schlein” italiano, come l’effetto farfalla, potrebbe mettere in seria difficoltà il Partito democratico a livello europeo. A cascata, i danni creati dalla nuova segretaria nell’ultima tornata elettorale, si potrebbero ripresentare nel vero appuntamento politico del prossimo anno: le elezioni europee. Se da un lato Giorgia Meloni vuole spezzare l’asse tra Popolari e Socialisti, impresa ardua ma ambiziosa, il “nuovo” Pd targato Schlein è fermo ai blocchi di partenza. A preoccupare la leader dem e il suo cerchio magico è la composizione delle liste. Così, tra le mille difficoltà romane, si apre un’altra grana europea: il caso Gentiloni.

Il periodo nero di Elly Schlein, sempre per rimanere al passo con l’armocromista, è appena iniziato. La débâcle alle ultime elezioni amministrative ha rivelato, perfino a chi confonde i desideri con la realtà, l’enorme debolezza della nuova segretaria dem e della sua leadership. La giornata di ieri è sintomo di questa enorme difficoltà. Le correnti interne al Pd hanno cominciato ad alzare la voce mettendo sotto accusa sia Elly Schlein, sia il suo “tortellino magico”, l’inner circle emiliano tanto caro alla segretaria.

Le fronde interne al partito sono un campanello difficile da ignorare. Da Base Riformista, corrente di peso all’interno del partito, invocano maggiore collegialità durante il processo decisionale. I principali media, dopo aver pompato la sua candidatura per tre mesi, sono già pronti ad abbandonarla. I possibili alleati del nuovo corso Pd, Giuseppe Conte in testa, smontano l’ipotesi di campo largo  o qualsiasi altra tipologia di alleanza strutturale. E i difensori della segretaria, convocati per l’emergenza, sono poco convincenti.

Sotto accusa, Elly Schlein si trova da sola ad affrontare le grane europee. Il primo nodo da sciogliere in vista delle elezioni europee fissate per il 2024, è la composizione delle liste. La leader dem, provando a mettere le mani avanti, ha già annunciato che le capolista saranno tutte donne. Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria vicina a Schlein, ha già fatto sapere nel Lazio che la capolista sarà lei. E per tradurre il sogno in realtà, la Bonafoni sta creando una sua corrente che ha già riunito la domenica dei ballottaggi. A fronte del movimentismo del fronte schleiniano, dall’altra parte, rivela un retroscena del Corriere della Sera, i malumori non mancano.

I dem romani puntano tutto su Paolo Gentiloni, commissario europeo dell’Economia. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, avrebbe già proposto al commissario il posto di capolista del Terzo Polo. Gentiloni, prima di accettare la proposta, attende risposte dal suo partito che tardano ad arrivare. Stesso identico discorso vale per Stefano Bonaccini. Il governatore emiliano è pronto a candidarsi per le Europee e non aspetta nient’altro se non il via libera della segreteria. Elly Schlein si trova di fronte all’ennesimo bivio.

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