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Toninelli come Mister Bean al Museo, non ne azzecca una. Draghi lo umilia: “Ma questo che vuole?”

Leggere un‘interrogazioneparlamentare di Danilo Toninelli per Mario Draghi deve essere stata un’esperienza “extra-sensoriale” se la reazione è stata: “Ma che vuole questo?”. Una reazione frutto di un’indiscrezione rivelata dal Tempo. L’ex ministro delle Infrastrutture, maestro di gaffe, ha infatti presentato un’ interrogazione al premier in materia di immigrazione e sbarchi. Dopo la lettura, la reazione “irrituale”, sia pure detta a mezza bocca, ci sta tutta.

Il retroscena gustoso lo fornisce Francesco Storace facendo una sorta di “vivisezione” delle richieste di Toninelli, che definire irreali è dire poco.  Si tratta di alcuni punti di domanda che l’ex ministro grillino ha rivolto a Draghi: il primo: qual è la  politica in materia di gestione dei flussi migratori del governo; in relazione soprattutto ai  meccanismi di redistribuzione dei migranti e ai rimpatri. Obiezione numero uno, bastava informarsi. Obiezione numero due, Toninelli ha la memoria corta. “Ha già dimenticato quello che pure rivendicò nel governo Conte- scrive Storace su Il Tempo  -:  prima accordo sulla redistribuzione delle persone e poi sbarchi”.  Cosa è cambiato da allora? Pochissimo “a parte le premure di Luciana Lamorgesenell’accollarci più spese per ciascun migrante che arriva da noi”. Insomma, la domanda sembra poco pertinente, basta leggere le dichiarazioni di Draghi e Lamorgese per darsi una risposta.

Non contento  Toninelli, forse galvanizzato dall’uscita suo libro “Non mollare mai”,  si è voluto mettere al centro della scena politica; e ha chiesto nell’interrogazione quali orientamenti stiano emergendo nel contesto europeo riguardo all’immigrazione;  e quali accordi con i Paesi africani di origine dei flussi migratori siano in corso di definizione: anche qui bastava che Toninelli chiedesse, leggesse i resonconti ufficiali e si informasse meglio. Non è Draghi a dovere dare una risposta nel merito dergli accordi con i Paesi africani, ma il ministro degli Esteri: “Svegliate Toninelli – scrive Storace – perché gli accordi con i paesi di origine li deve procurare Luigi Di Maio e non altri”. Un Toninelli frastornato. Il che non è una notizia, in fondo.

L’ultima domanda è la più bizzarra detta da un grillino e non da uno dell’opposizione o da Salvini. Toninelli chiede conto al governo delle spese per l’immigraziione:  a quanto ammonta il numero complessivo dei migranti in quarantena; e quale sia la correlata spesa pubblica per l’assistenza sanitaria. Una domanda maliziosa, le spese sono ingenti, lo sanno tutti. Commenta Storace:  “Se l’avesse formulata un leghista sarebbe venuto giù il mondo”. Poi i numeri dei migranti sono citati da lui stesso all’inizio dell’interrogazione.  Tra l’altro con poca cautela Toninelli rivolge al premier le stesse domande che il pm di Catania del  processo a Salvini rivolse a lui;  e a cui Toninelli rispose  “non ricordo”. Scena surreale.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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