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TF45, la lettera del “Secondo in Carica” a Capitan Nessuno: “Della Folgore l’Impeto”

Pubblichiamo la lettera del “Secondo in Carica delle Forze Speciali” (TF45), a Capitan Nessuno, “Il Comandante”.

“A noi hanno insegnato a padroneggiare abilità non solite delle persone normali, e queste restano attaccate. Ci immergevamo così tanto nella copertura che riuscivamo a superare con facilità un test con la macchina della verità, a individuare il perfetto luogo di incontro abbastanza isolato da evitare occhi e orecchie del nemico ma anche a giustificarlo in caso si veniva scoperti, e a gestire chi li pedinava, che se avessero capito di essere stati scoperti avrebbero potuto  compromettere completamente un’operazione. Dopo di allora fa male camminare col volto coperto, vivere una vita che non ti appartiene, ma ti giri e ti rigiri e lo vedi in ogni uomo, perché Capitan Nessuno era questo, fermava i convogli per dare una bottiglia d’acqua a chi aveva sete. Prestante, caricava la gente in spalle per non lasciarla a morire anche se era comunque scritto che essi morivano, non si fermava mai, non dormiva, era sempre sveglio e quando ci rendevamo conto e lo sorprendevamo sveglio lui sorrideva e diceva: ‘la vita e troppo bella per passarla a dormire’ tanto avrà tanto tempo per dormire. E per ogni cosa aveva una risposta.

Ad esempio:

“Se merito onore lo sa solo Dio, e Dio si è scordato di me, ma non si è mai scordato di farmi combattere”.

Ancora:

“Credo che io e Dio viaggiamo sue due linee rette parallele, quindi, credo che sino a che non cambierò strada, non ci incontreremo mai”.

Oppure:

“Si dice che nessuno meriti di morire, ma io mi sono sempre domandato perché mi sono meritato di vivere”.

E su Gesù:

“Un giorno ho incontrato Gesù, molti gli chiedevano di tendergli la mano, io invece, vedendo le sue più rovinate delle mie, ho preferito esitare”.

Credevo fosse morto. Non solo io, eravamo in tanti a crederlo. Tanto che è arrivata una comunicazione di un squadra interforze dei servizi segreti americani: “A personal tribute to what was a brother, a great captain, who has fallen victim of the difficulties, indifference and injustice in the discharge of his duty with honor and courage. This is for family, friends and relatives as a lasting memorial. We will not leave unpunished everything. It is not, in any way, a political statement then please do not post comments that may reflect this. Thanks Captain P. C. -Department of Security and Defence Policy of the United States”.

Lui era ciò che si definisce un illuminato, lo sapevamo tutti:
cambi di nome, personalita multiple,
anonimità assoluta, il migliore sul campo. Era esperto in “kraw maga”
glielo aveva insegnato il Mossad,
infatti era sempre complicato salutarlo o svegliarlo. Ma da dietro, qualcuno si ritrovava catapultato dalle sue spalle in avanti senza nemmeno rendersene conto, lui era un operatore TIER 1,
le sue potenzialità erano svariate
ed è così che lo abbiamo sempre tenuto nella mente, nel cuore. Lui era, ora so che è ancora il migliore di tutti noi
e se dovessimo tornare dove c’è il fuoco intorno, vorrei avere lui al fianco, come prima, come sempre siamo sempre qui, Capitano, con te e per te, quando ci vorrai. Il secondo in carica: “Della Folgore L’Impeto”.


Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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