Taxi, l’appello di Rampelli (FDI): “Basta pagliacciate. Draghi non si faccia condizionare da Uber come Macron”

«Basta pagliacciate contro i tassisti, l’Italia non prenda ordini dalle multinazionali straniere e Draghi non si faccia condizionare da Uber come Macron». A dirlo è stato il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, chiedendo subito lo stralcio dell’articolo 10 del ddl Concorrenza, che di fatto agevola colossi come Uber e contro il quale centinaia di titolari di taxi da tutta Italia oggi sono nuovamente scesi in piazza a Roma.

«L’Unione europea – ha ricordato Rampelli – non contempla di agire sul trasporto pubblico non di linea, che segue tariffe stabilite da organi pubblici e quindi non si capisce cosa c’entri con la concorrenza. E comunque qui si sta cercando di togliere lavoro e conseguenti guadagni a chi sgobba volante in pugno giorno e notte, svolgendo anche un servizio rischioso».

«Non è giusto – ha quindi aggiunto l’esponente di FdI – togliere loro un pezzo di mercato per consegnarlo ai centralinisti esterni di una piattaforma digitale che intasca soldi sfruttando il lavoro degli altri. Se questo servizio è già contemplato dai tassisti ed è efficiente e quindi gli utenti sono ben serviti, per quale motivo si deve sottrarre a chi sgobba e trasferire gli importi relativi sul conto di UberBasta pagliacciate contro i tassisti, venga subito stralciato – ha concluso Rampelli – l’articolo 10 dal ddl Concorrenza».

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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