Squid Game, i bimbi tendono ad imitare, soprattutto quelli delle elementari. Ai genitori: prestate attenzione

È allarme Squid Game nelle scuole elementari italiane. Da più parti, ormai da giorni, infatti, si segnalano da parte dei bambini fenomeni di emulazione dei “giochi” della serie coreana che sta spopolando su Netflix e che è classificata come vietata ai minori di 14 anni, per la violenza di alcune scene e per l’impianto complessivo della trama nella quale la competizione fra concorrenti a giochi abitualmente legati al mondo dell’infanzia, come “Un, due, tre stella”, ha un esito mortale per chi perde. I bambini – è l’allarme che viene dall’osservazione degli insegnanti – replicano quella violenza, a suon di schiaffi o mimando il gesto del colpo di pistola alla testa per chi è eliminato.

A dare conto di quello che succede in particolare nelle scuole di Roma è oggi Il Messaggero, che riporta le testimonianza di alcuni educatoriromani, che si stanno attrezzando per sensibilizzare gli alunni e i genitorisull’inopportunità di una fruizione libera della serie. «Gli incontri si faranno, speriamo vengano i tanti», ha riferito al quotidiano romano suor Alberta, dirigente dell’elementare Santa Dorotea. «Ho chiesto maggiore attenzione. Io – ha aggiunto – sono molto preoccupata, dobbiamo crescere questi ragazzini nel migliore dei modi». Il Messaggero riferisce anche di una scuola di Vitinia in cui le insegnanti hanno dovuto parlare con i bambini per invitarli a non guardare Squid Game e a non imitarne i contenuti, dopo aver notato comportamenti inappropriati riconducibili alla serie.

L’allarme, già segnalato all’estero da giorni rimbalza anche sui social, dove ha trovato ampia condivisione un post dello psicoterapeuta Alberto Pellai, tra l’altro, autore con Barbara Tamborini del libro Vietato ai minori di 14 anni. In un lungo post, che prende le mosse proprio dalle segnalazioni degli insegnanti, Pellai, avverte che «la problematicità sta nel fatto che certi contenuti non vengono “metabolizzati” quando la mente non ha le competenze per riuscire a farlo. E la mente dei bambini e dei preadolescenti non è in grado di metabolizzare i contenuti di una serie come “Squid Game”», prosegue lo psicoterapeuta, invitando i genitori a farsi parte attiva per tutelare i bambini e a deporre il principio che «“a priori” è “vietato vietare”». «Adulti con la A maiuscola non permettono ai bambini di vedere “Squid Game”. E in una società civile si dovrebbe fare di tutto perché ciò non avvenga», conclude quindi Pellai.

Il caso Squid Game intanto è arrivato anche all’attenzione della Polizia postale, che ha rilasciato una serie di consigli per i genitoria partire da quello di tenere ben in considerazione la classificazione che limita la fruizione di film e serie. Insomma, è in sintesi l’avvertimento della Polizia postale, se Squid Game è vietato ai minori di 14 anni un motivo c’è e non si può far finta che non sia così. Anche per i genitori di ragazzi che hanno più di 14 anni, comunque, l’invito è a vigilare e ad affrontare apertamente la questione, parlando in famiglia sia delle criticità della serie sia di quelle, più in generale, delle rappresentazioni della realtà attraverso la fiction e le nuove tecnologie. «Se avete contezza che stanno circolando tra i bambini/ragazzi giochi violenti che imitano quelli della serie, non esitate a segnalare la cosa a www.commissariatodips.it»

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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