Sport e Disabilità, l’evento ideato da ith24 presso Mondo in Cammino, vede tra i relatori anche il Prof. Nicola Angelillo (Policlinico), che nota: “Lo sport, soprattutto nella disabilità, comporta benefici sia a livello fisico che mentale”

Prof. Dott. Nicola Angelillo (Policlinico)

Sport e Disabilità, tra i relatori all’evento in programma a Maggio con i bambini speciali e il mondo dello Sport nazionale, presso la Coperativa “Mondo in Cammino” di Giugliano in Campania, ci sarà anche il Prof. Dott. Nicola Angelillo (Policlinico), specializzato nel disturbo dello spettro autistico.

“L’attività sportiva comporta numerosi benefici sia a livello fisico che mentale. Contribuisce, inoltre, ad aumentare l’autostima e a sviluppare abilità sociali. I bambini con disturbo dello spettro autistico presentano difficoltà nell’interazione sociale e mostrano comportamenti disfunzionali nei diversi contesti di vita. Lo sport rappresenta un importante opportunità per questi bambini sia sul piano relazionale che comportamentale. I bambini con autismo hanno difficoltà ad interagire con i loro coetanei in un contesto sociale. Ciò potrebbe essere dovuto ad ansia, incapacità nel decodificare i segnali sociali, bassa autostima, difficoltà nella comprensione e produzione del linguaggio, ecc. Quando i bambini si impegnano in uno sport costruiscono relazioni sociali con i compagni, lavorano con gli altri per raggiungere gli obiettivi e aumentano la fiducia in sé. Diversi studi hanno, inoltre, evidenziato che il praticare un’attività sportiva determina nei bambini con autismo una diminuzione di comportamenti stereotipati, autostimolazioni, iperattività, aggressività e autolesionismo, aumentando allo stesso tempo l’attenzione. Infine, partecipare a uno sport aiuta i bambini con autismo a lavorare insieme agli altri e a migliorare l’ascolto delle indicazioni per raggiungere obiettivi comuni. È, quindi, fondamentale incentivare la partecipazione dei bambini con autismo ad uno sport e, nel contempo, mirare ad eliminare la moltitudine di barriere che questi bambini devono ancora affrontare quando tentano di partecipare ad un’attività sportiva”. Così il Prof. Nicola Angelillo a ith24.

Pubblicato da edizioni24

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