Spese militari, governo nel Pantano: 5 Stelle e Lega dicono no. Fratelli d’Italia prepara lo scacco matto alla Regina

Governo sotto assedio per il dossier bollente del finanziamento militare dopo l’aggressione di Mosca all’Ucraina. Sulle spese per la Difesa la maggioranza di Draghi è divisa. Bastian contrari, come sempre, i 5Stelle. Imbarazzati, come da copione i leghisti, sospesi tra la lealtà all’esecutivo e quella al programma elettorale. E in cerca di risalti dopo la Caporetto nei sondaggi.

Fratelli d’Italia è pronto ad approfittarne con un ordine del giorno al decreto Italia. Che già da martedì prossimo, in commissione Esteri, e poi mercoledì nell’aula del Senato, potrebbe scatenare l’incidente. L’odg richiama l’impegno ad aumentare gli investimenti fino al 2%. Un impegno sottoscritto dall’Italia in sede Nato dal 2014 e ribadito dal premier Draghi. “Lo abbiamo preso da 16 anni, ribadito da tutti i governi (Conte incluso). Fondamentale per l’integrazione della difesa europea”.

Sia Conte che Salvini, a picco nei sondaggi, hanno immaginato di poter recuperare consensi cavalcando una linea «pacifista». In funzione anti-Draghi, opponendosi agli investimenti sulla Difesa. Perché bisogna pensare “al caro-bollette degli italiani”. Come se le due cose fossero incompatibili.

Per i contiani qualsiasi nuovo investimento militare sarebbe ‘ignobile’ e lavorano per il no. Enrico Letta, come da copione, invita alla calma assicurando che anche stavolta porterà a casa un compromesso. Nobile? Difficile. Il segretario dem cerca la sintesi ma nel partito la linea è più barricadera. Lunedì si terrà una riunione di maggioranza per cercare una soluzione.

Paola Taverna implora di «non mettere in difficoltà» il governo e il sottosegretario Di Stefano ribadisce la linea Draghi. Anche nella Lega il capogruppoMassimiliano Romeo si barcameno. Basterebbe che il governo accogliesse l’ordine del giorno del partito di Giorgia Meloni. “Resta – dicono i dem – il problema politico enorme di esser alleati con Conte e un M5s allo sbando totale”.

La nuova linea del Nazareno, però, racconta la schizofrenia di una sinistra che dal pacifismo senza se e senza ma ha ingoiato obtorto collo l’ultima decisione ‘militarista’ di Draghi. La dimostrazione arriva dalle parole di Pierluigi Bersani. Il mite deputato di Articolo uno, il micro partito di Roberto Speranza, che sull’invio delle armi parla come un falco dell’amministrazione Biden.

Pubblicato da edizioni24

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