“Speriamo che l’ho presa bene”. Le parole choc di Molinaro dopo l’omicidio della ex (Bugie e gelosia il movente)

By Rosa Scognamiglio

“L’ho uccisa, speriamo che l’ho presa bene, ho visto il sangue che schizzava da tutte le parti”. Queste le parole choc che Gianluca Molinaro avrebbe riferito alla prima moglie confessando al telefono dopo aver aperto il fuoco contro la ex compagna e madre di suo figlio, Manuela Petrangeli, uccisa in strada a Roma giovedì pomeriggio. Il 53enne, reo confesso, si trova ristretto nel carcere di Regina Coeli con l’accusa di omicidio volontario e dentenzione abusiva di armi. Al momento è stata esclusa l’aggravante della premeditazione, ma lo scenario potrebbe cambiare a seguito di eventuali, altri riscontri investigativi.

Gli sms all’amico: “Gli ho sparato du’ botti”

È un racconto agghiacciante quello che emerge da alcuni passaggi dell’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Roma nei confronti dell’indagato. Sia prima che dopo il delitto, Molinaro ha inviato alcuni sms a un amico dal tono decisamente inquietante. “Oggi forse prendo due piccioni con una fava”, recita il testo del primo messaggio. E poi il secondo, nei minuti successivi all’agguato: “Gli ho sparato du’ botti”, puntualizza il 53enne riferendosi ai due colpi di fucile esplosi all’indirizzo della vittima. Sentito dagli investigatori, l’interlocutore ha detto di aver controllato il cellulare quando ormai era troppo tardi.

Molinaro ai carabinieri: “Lei mi tradiva”

Attorno alle 14.40 di giovedì pomeriggio, circa mezz’ora dopo l’agguato mortale all’ex, Molinaro si è presentato in caserma per autodenunciarsi. Ai carabinieri ha raccontato anche “di aver saputo tramite un sistema di videosorveglianza da lui installato nell’abitazione della donna di continui tradimenti” e che Petrangeli “si era iscritta a un sito di incontri”. Tutto falso. Nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere il gip sottolinea come “gli elementi sono assolutamente convergenti” ed evidenziano la “pervicace gelosia” dell’uomo “nonostante la relazione si fosse conclusa da circa tre anni”.

Il fucile ancora carico

Quando si è consegnato alle forze dell’ordine, il 53enne aveva con sé anche il fucile a canne mozze, detenuto illegalmente, con cui ha sparato alla 51enne. Non solo. Stando a quanto apprende Adnkronos, in macchina c’erano altre cartucce. La pistola è stata sequestrata dai carabinieri del Ris per i rilievi tecnici.

Oltre a individuare chi abbia fornito l’arma a Molinaro, le indagini puntano a scoprire anche chi l’abbia modificata, un lavoro che generalmente viene compiuto da professionisti. Infine, sono in corso altri accertamenti sui dispositivi dell’indagato al fine di valutare l’eventuale premeditazione.

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