Sinistra doppiogiochista, ipocrita, falsa e lecchina: si taglia i capelli per le iraniane e a Strasburgo vota a favore del velo

Sinistra ipocrita e doppiogiochista. Si taglia i capelli in pubblico per sostenere simbolicamente la lotta delle iraniane per l’emancipazione. Ma poi votano a favore del velo. E’ accaduto nella riunione plenaria a Strasgurgo. La sinistra non va oltre il simbolismo: il taglio dei capelli ostentato  da tantissime donne di sinistra contro l’oppressione del velo, costato letteralmente la vita a Mahsa Amini. Ma quando si può passare ai fatti la sinistra fa sempre la sinistra. Si tira indietro e in Europa non è disposta a retrocedere dalle campagne di promozione dell’hijab.

E’ accaduto che venerdì l’eurodeputato francese del Ppe, François-Xavier Bellamy, ha chiesto di inserire nella risoluzione comune sull’Iran un emendamento: imporre il divieto di finanziare campagne di promozione dell’hijab. «Lo dobbiamo alla memoria di Mahsa e a tutte le donne uccise e che oggi rischiano la vita in nome della libertà». Lo ha detto il rappresentante dei popolari nel suo intervento. Ma la proposta è stata bocciata dopo l’opposizione dei Socialisti e Democratici,compresi alcuni eurodeputati del Pd e dei Verdi. La sinistra evidentemente non riesce a scegliere da che parte stare. Del resto, prima del caso iraniano, la battaglia per la difesa del velo aveva attirato anche le femministe. «È scandaloso» protesta Bellamy, che parla di «complicità con l’islamismo». Mentre il conservatore Vincenzo Sofo, accusa i Dem di doppio gioco: «Sui media e nelle piazze sostengono le donne iraniane e qui vogliono continuare a promuovere il velo come simbolo di libertà».

Ora che la realtà dell’assenza totale dei diritti per le donne in Iran si è manifestata in tutta la sua violenza – ricordiamo la nostra Alessia Piperno arrestate acquistano valore macroscopico gli scivoloni dell’Europa a più riprese. Risale a un  anno fa  il controverso video promozionale diffuso (e poi ritirato) dal Consiglio d’Europa. Che includeva il messaggio: “La bellezza è nella diversità come la libertà è nell’hijab”. Lo slogan che allude a uno dei veli tipici della religione islamica, quello che copre solo i capelli e le orecchie mentre lascia scoperto il viso, è accompagnato dalle immagini di donne sorridenti con e senza l’hijab. Quanto basta nel clima infuocato della campagna elettorale per le presidenziali francesi del 2022 scatenò feroci critiche.  L’ultimo scivolone risale a qualche settimana fa. Qando il programma Erasmus+ aveva scelto di reclamizzare un premio per gli studenti con la foto (anche questa cancellata qualche ora dopo) di una bimba velata. Accadde proprio mentre in Iran iniziavano le proteste anti-velo. L’immagine di una ragazza con l’hijab era stata usata anche per pubblicizzare la Conferenza sul futuro dell’Europa.

Pubblicato da edizioni24

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