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Scuola, riproposta Dad a settembre? Dirigenti e genitori sul piede di guerra: “Cosa ha fatto il governo in un anno e mezzo?”

La Dad è un elemento di emergenza. È stato utile all’inizio della pandemia. Ma pensare che di nuovo a settembre si inizi la scuola ancora in Dad significa che le istituzioni in questo anno e mezzo non hanno fatto nulla”. I presidi sul piede di guerra. L’ipotesi di ripristinare la didattica a distanza per il prossimo anno scatena uno tsunami di polemiche e proteste.  Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi Lazio, va giù pesante. “Constatiamo che le istituzioni preposte non si sono impegnate in questo anno e mezzo. 0Per cercare di risolvere una serie di problemi. Dalle classi pollaio al movimento dei nostri ragazzi sui mezzi pubblici. Tutto questo ci lascia perplessi e basiti”.

Come sempre si attenderà il parere del Cts, che finora tace. Anche se il ministro Bianchi ha chiesto ai tecnici di considerare le vaccinazioni. Ma il pianeta scuola come a ogni fine anno scolastico è in subbuglio. Organico insufficiente, classi scoperte, precari in bilico. A due mesi dall’inizio della campanella cresce la paura di non tornare sui banchi. E dover ricominciare con l’incubo delle connessioni e delle lezioni virtuali. Che hanno massacrato gli studenti in questi due anni di covid. I presidi chiedono lumi, per non trovarsi a fine agosto a dover organizzare la programmazione didattica al buio.

“Servono decisioni univoche. Settembre è vicino”, dicono le associazioni di genitori, “ci chiediamo cosa è stato fatto per i trasporti, per il tracciamento. Cosa è stata fatto al di là delle rassicurazioni generali del ministro sul poter dire che non sarà un altro anno in Dad. Che ha lasciato il suo segno anche nei ragazzi più bravi”.

La strada maestra resta quella delle vaccinazioni a docenti e ragazzi, come ha sottolineato il generale Figliuolo. “Dobbiamo cercare di convincere quei 215mila insegnanti  e speriamo di arrivare almeno a 180/190mila vaccinati. Questo ci permetterà di arrivare in sicurezza all’apertura delle scuole”.

Ma anche qui è caos tra le regioni. “Non è tollerabile questa incertezza e questo fluttuare di comunicazioni. Che variano da regione a regione”, protesta Giorgio Germani, presidente dell’Associazione nazionale quadri amministrazioni pubbliche. “Non è possibile che anche questa estate si assista a un liberi tutti. E poi quando si torna a parlare della scuola si evochi la dad. Stiamo assistendo ancora una volta alla pantomima dello scorso anno. I ragazzi vanno in palestra, in piscina, fanno sport e in discoteca. Poi quando arriva settembre, si avvicina lo spettro della dad, che, lo diciamo chiaramente, non serve quasi a niente”. La scuola – conclude Germani – è un posto sicuro. Noi siamo per il ripristino della presenza”.

Ma il governo Draghi, come quello Conte, non brilla per sensibilità. E il ministro dell’Istruzione resta arroccato in un ottimismo di facciata (“faremo di tutto per tornare in presenza senza se e senza ma”, ha detto a Bergamo). Il nodo dei trasporti, unico veicolo di trasmissione del virus, non è stato dipanato. “La scuola è la stata la prima a chiudere e l’ultima a riaprire”, protesta il centrodestra. “E per il prossimo anno scolastico si dovrà garantire a ogni costo la continuità delle lezioni in presenza. Con la vaccinazione per tutti i lavoratori del comparto scuola, in attesa di poter immunizzare anche tutti gli studenti. Dobbiamo recuperare il terreno perduto nei tanti mesi in cui gli istituti sono rimasti chiusi”.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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