Scuola, il problema si risolve con gel disinfettante e mascherine. Ma il dilemma restano le supplenze

Nella confusione del ritorno a scuola, iniziano timidamente a venir fuori alcuni provvedimenti. Ci sono le prime decisioni, per le altre – purtroppo – è tutto in alto mare. E si rischia di arrivare al suono della campanella con ancora troppe cose da decidere.

Si inizia con i dispositivi di protezione. «Anche per questo anno scolastico il commissario straordinario provvederà alla distribuzione delle mascherine e del gel disinfettante». Lo afferma Jacopo Greco, capo-dipartimento del Ministero dell’Istruzione. Per gli studenti, quindi, mascherine chirurgiche. «Con una novità: mascherine monouso trasparenti dove ve ne sia esigenza per studenti con disabilità uditive». In tal caso, «saranno predisposte per tutto il gruppo classe in cui si trova lo studente a scuola. In caso di disallineamento con i dati segnalati, il Ministero si è reso disponibile ad intervenire su indicazione dei dirigenti scolastici». La conferenza di servizio con i dirigenti scolastici ha avuto luogo in diretta su Youtube.

«Sono preoccupato per le supplenze per sostituire chi non ha il green pass. Non credo che nei primi giorni di riapertura ci saranno difficoltà di gestione dei controlli del green pass. Nelle scuole ci saranno poche persone. Altro sarà quando riprenderanno le lezioni e le scuole saranno piene». A lanciare l’allarme è Antonello Giannelli, presidente dei presidi, in un’intervista al “Corriere della Sera”. I supplenti, spiega, «dovrebbero prendere servizio senza sapere se l’insegnante che sostituiscono il giorno dopo si presenta col tampone. La sospensione per chi non ha il green pass scatta solo dopo quattro giorni di assenza ingiustificata. Ma supplenze senza la certezza delle durata non le accetterà nessuno».

«L’obbligo di vaccinazione sarebbe stata una soluzione. Ma ora si potrebbe prevedere che chi non ha il green pass venga sospeso per quindici giorni. E sostituito da un supplente. Non è una sanzione», sottolinea Giannelli. «Chi non ha il green pass è come se non fosse più abilitato al suo lavoro». Questo, «perché il green pass è un requisito per i dipendenti della scuola. Se nei quindici giorni fa il vaccino o il tampone, riacquista il requisito».

Pubblicato da edizioni24

Sito a cura di Rita De Marco dal 07/09/2021. Rita De Marco è una studentessa di Napoli, aspirante giornalista, fashion Blogger. Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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