Scontri a Roma, finisce in cella il leader di “Io Apro”

Tra gli arrestati per gli scontri di sabato 9 ottobre in piazza del Popolo c’è anche il leader del movimento ‘Io apro’ Biagio Passaro.  Presente alla manifestazione contro il green pass obbligatorio per i lavoratori, aveva documentato con foto e video, sul proprio profilo Facebook, le tappe salienti della protesta. Compreso l’assalto alla sede della Cgil che ha così commentato:  “Si sfonda la sede della Cgil a Roma“.

“Spiace che Biagio sia finito in mezzo a questa cosa, vedremo le accuse, io sono contro la violenza, ma i cittadini si stanno arrabbiando sempre di più, la misura è colma”. A parlare e a commentare l’arresto è Umberto Carriera, imprenditore pesarese, leader del movimento ‘Io Apro’, che raccoglie “circa 100mila aderenti, che lavorano nella ristorazione”, da sempre contrari alle misure restrittive anti-covid.

“Certo che noi ieri eravamo in piazza a Roma, a piazza del Popolo, ma la nostra protesta è stata pacifica, eravamo 50mila, partite iva e studenti che dicono no al green pass”, dice Carriera, finito lui stesso al centro delle polemiche per la protesta inscenata, a fine luglio scorso, sotto casa del sindaco dem di Pesaro, Matteo Ricci che lo aveva accusato di “una intimidazione da squadristi”.

Carriera spiega che “ognuno si deve assumere le sue responsabilità, anche Biagio che è adulto e pure vaccinato”, dice ancora riferendosi all’amico arrestato. “Ma – avverte – accusarci di essere fascisti e squadristi è troppo, non siamo fascisti, e non lo è Biagio, è pure un padre di famiglia, il fascismo è stata una brutta pagina della storia, appartiene al passato“. “Certo – nota – cittadini si stanno arrabbiando sempre di più, mi pare assurdo che, con l’80% di italiani vaccinati, serva ancora il green pass, che non c’è in quasi nessun altro paese”.

Carriera, lo scorso gennaio, alla fine del governo Conte II, era stato ospite di una diretta di Matteo Salvini, in cui il segretario della Lega aveva indossato i panni del giornalista, invitando l’imprenditore trentenne, proprietario di sei ristoranti, a raccontare le iniziative di resistenza passiva all’obbligo di chiusura dei suoi locali, garantendo il sostegno della Lega.

Pubblicato da edizioni24

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