Sciopero magistrati, è un flop totale: contro la riforma protestano meno di una toga su due

Si è fermata al 48% l’adesione nazionale allo sciopero proclamato ieri dall’Associazione nazionale magistrati contro la riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario. Il dato finale è stato fornito dalla stessa Anm, che lo ha rivendicato come «comunque importante». «In un contesto generale non facile, c’è stato un livello di adesione all’astensione intorno al 50%, comunque importante. Il che dimostra come l’Anm si sia fatta interprete autorevole del disagio e della preoccupazione reale di tanti magistrati», ha commentato il segretario dell’Associazione nazionale magistrati, Salvatore Casciaro. I numeri parlano, però, di una magistratura spaccata a metà e nel corso della giornata non sono mancate voci autorevoli che hanno apertamente preso le distanze dalla protesta.

Di uno sciopero da «lotta politica» che mira a influenzare «l’indirizzo legislativo del Parlamento» ha parlato, per esempio, il giudice di Milano, Guido Salvini, per il quale «si può essere o meno d’accordo con i vari aspetti della riforma, ma di certo – ha spiegato in un’intervista all’Adnkronos – non si può scioperare contro un provvedimento votato dal legislatore a larga maggioranza e dopo numerosi confronti nelle Commissioni anche con i magistrati». Per Salvini, «i magistrati hanno il diritto e forse il dovere di scioperare, ma nel caso di leggi sulla giustizia che appaiono in modo grave e diretto anticostituzionali e certo questo non è il caso della riforma Cartabia».

Contrario allo sciopero si è detto anche il Procuratore aggiunto di Roma, Paolo Ielo. Pur spiegando di avere un giudizio «pesantemente negativo della riforma», il magistrato ha chiarito di «dissentire» dall’usare lo sciopero come forma di protesta, «perché inutile e inopportuna». Una posizione simile è stata assunta anche dal Pg di Torino, Francesco Salluzzo, per il quale «la riforma è per molti versi, quasi per tutti, assolutamente censurabile e non serve a nulla, ma io – ha chiarito – non sciopero, sono contrario».

Secondo quanto riferito dal Giornale, al di là delle dichiarazioni ufficiali, la consapevolezza che lo sciopero sia stato un flop percorrerebbe le stesse file dell’Anm. Un «esponente di spicco» dell’associazione magistrati, infatti, in una chat interna avrebbe scritto che «è andata male». Nell’articolo intitolato «Addio toghe militanti. Lo sciopero fa flop» si legge, inoltre, che i vertici dell’Anm avevano deciso di procedere allo sciopero nonostante le forti perplessità di componenti interne come Magistratura democratica, e «sono andati a sbattere».

Nel dettaglio, secondo i dati dalla stessa Anm, tra i distretti di Corte d’Appello quello con la più alta percentuale di adesione è stato Bologna, con il 73%, mentre l’adesione più bassa, il 23%, si è registrata tra i magistrati della Corte di Cassazione. Dopo Bologna per percentuale di adesione si collocano Bari al 69%, Brescia al 66%, Catania al 65% e Ancona al 63%. Caltanissetta ha raggiunto il 60% di adesioni, Lecce il 59%, Palermo il 58%, Salerno il 54%, Napoli il 53%, Reggio Calabria il 52%. A Milano ha aderito alla giornata di protesta il 51% dei magistrati, mentre a Roma solo il 38%. A Perugia il 50%, a Venezia e Trieste il 47%, a Firenze il 40%.

Pubblicato da edizioni24

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