Salviamo i 5 Stelle, Beppe a Roma: “Salviamo il governo”. Terzo mandato solo per 5 eletti

Incontri, chiarimenti, ramanzine, strategie da concordare. E quell’appello da guru rivolto ai parlamentari pentastellati: “Abbracciatemi“. L’operazione salvataggio di Beppe Grillo è in pieno svolgimento. Dopo lo schianto elettorale e lo strappo con Luigi Di Maio, per ricompattare quel che resta del Movimento Cinque Stelle e per alleviarne l’agonia serviva un intervento forte. Una disperata mossa. Così, nella Capitale è arrivato il fondatore del partito del vaffa e sono partite le grandi manovre di soccorso. Prima un colloquio riservatissimo con Giuseppe Conte, poi l’incontro con i parlamentari 5S Nel mezzo, qualche fugace ed enigmatica battuta con i giornalisti.

Sul tavolo, tanti scottanti temi: la perdita dei consensi, la linea da intraprendere sulla politica interna ed estera, ma anche la scissione e la possibilità di una deroga al vincolo grillino dei due mandati. Proprio su questo punto, mentre lasciava il proprio hotel per dirigersi alla Camera, Grillo aveva risposto a modo suo ai cronisti. A chi gli domandava se saranno apportate modifiche a quella regola, il garante del Movimento aveva replicato scherzando: “Con la cravatta…”. Con ogni probabilità, i toni non erano stati altrettanto scherzosi nel colloquio che il comico aveva avuto in mattinata con Giuseppe Conte.

Pare infatti che nell’incontro – durato ben tre ore – tra l’ex premier e il fondatore del M5S siano state discusse una a una tutte le questioni spinose che stanno portando il Movimento all’estinzione. Peraltro nell’albergo utilizzato dal comico genovese come quartier generale sono stati avvistati anche Claudio Cominardi, tesoriere del M5S, e il sociologo Domenico De Masi. Negli stessi minuti, l’Adnkronos divulgava i contenuti di un duro messaggio vocale inviato ai pentastellati dall’ex ministra dell’istruzione, Lucia Azzolina, fuoriuscita dai 5S. Nell’audio in questione, la parlamentare denunciava “continui scontri tra Grillo e Conte” e lanciava una bordata ai due: “Si sono accordati ma i problemi c’erano, ci sono e ci saranno, adesso va risolto il nodo del doppio mandato e lì si vedrà davvero se il M5s ce la farà a sopravvivere”.

Già, il nodo centrale dei due mandati. L’argomento è stato al centro dell’incontro avuto dai Grillo con i parlamentari 5S. Nella riunione, a quanto apprende l’Adnkronos, il comico ligure ha infatti ribadito di non volere deroghe a quella regola, che – ha rimarcato – “è un nostro principio fondante”. Una posizione in apparenza irremovibile, che tuttavia nelle scorse ore era stata oggetto di un forte caos all’interno del Movimento. Sembra infatti che in vertici pentastellati avessero aperto spiragli su una “micro-deroga” per salvare meno del 10% degli eletti con due mandati alle spalle. Fissata per l’esattezza al 5%, come riporta l’Adnkronos, l’eccezione sarebbe stata pensata per salvaguardare una piccola pattuglia di fedelissimi, tra i quali – pare – Roberto Fico, Paola Taverna, Vito Crimi e Alfonso Bonafede. Sommerso dai messaggi degli attivisti esclusi da quell’ipotetico “cerchio magico”, Grillo sarebbe tornato alla sua convinzione di evitare modifiche a quel precetto.

Nel faccia a faccia alla Camera, così, il garante pentastellato si è lanciato in un discorso motivazionale per caricare i grillini rimasti nel Movimento. “Avete avuto un’occasione incredibile, ci vuole entusiasmo. Se ci credete, non abbandono nessuno. Ma dovete crederci fino in fondo”, avrebbe scandito Grillo, secondo una sintesi trapelata a mezzo stampa. Secondo quanto riferito, inoltre, il fondatore del M5S avrebbe esordito dicendo ai parlamentari: “Abbracciatemi”. E così loro avrebbero fatto.

“Con Conte abbiamo caratteri diversi, ma nonostante questo abbiamo un rapporto ottimo, costruito giorno dopo giorno, io e lui ci sentiamo ogni giorno”, ha anche aggiunto il garante dei pentastellati, secondo quanto riferito da alcune fonti presenti all’incontro. Infine, l’invito a tenere duro per rimanere nel governo. “Abbiamo preso un impegni con Draghi e lo manteniamo”, ha sentenziato Beppe, irremovibile sul punto. Da qui, lo sfogo: “Non esco da un esecutivo per un c… di inceneritore!”, in riferimento alla norma sull’inceneritore a Roma contenuta nel dl aiuti.

Infine, un passaggio anche sulla recente scissione ad opera di Luigi Di Maio: “Nessun rancore per chi è andato via…”, avrebbe detto Grillo. Parole trapelate nonostante le accortezze volute dallo stesso comico, il quale – a apprende l’Adnkronos – avrebbe chiesto ai parlamentari di depositare il loro cellulare in un’urna per evitare fughe di notizie.

Pubblicato da edizioni24

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