Rivedere gli Appalti e la giustizia amministrativa, la proposta di Draghi: “Il Consiglio di Stato ci aiuti a scrivere il Codice”

Arrivano fin dentro Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato, l’eco dei venti di guerra al confine tra Russia e Ucraina. È il giorno dell’insediamento del nuovo presidente Franco Frattini, presente anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella. Ma l’incipit dell’intervento di Mario Draghi è tutto per le tensioni nell’Europa dell’Est. «Voglio prima di tutto esprimere la mia più ferma condanna per la decisione del governo russo fi riconoscere i due tertotori separatisti di Dorbass, attacca il premier. «Si tratta – aggiunge – di un’inaccettabile violazionedella sovranità democratica e dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Sono in costante contatto con gli alleati per trovare una soluzione pacifica alla crisi ed evitare una guerra nel cuore dell’Europa. La via del dialogo resta essenziale, ma stiamo già definendo in ambito Ue misure e sanzioni nei confronti della Russia».

Archiviata la politica internazionale, Draghi si è concentrato sulle questioni di casa nostra. I tempi della giustizia, compresa quella amministrativa, sono decisivi per la competitività dell’Italia. Infatti, è il primo dei “compiti a casa” assegnatici da Bruxelles per il via libera al Pnrr. Lo sottolinea anche il premier. «Abbiamo davanti una stagione di ripresa e riforme – premette-. Il Pnrr valorizza il ruolo della giustizia amministrativa e la rafforza per incrementarne la produttività e aiutarla a ridurre l’arretrato». Velocizzare, dunque. «I tempi della giustizia amministrativa italiana – ricorda il presidente Consiglio – sono oggi competitivi con quelli di altri Paesi europei (…) -. Tuttavia, dobbiamo fare ancora meglio (…) per garantire ai cittadini risposte certe e chiare in tempi rapidi, anche con una maggiore omogeneità tra le sentenze. E dobbiamo consolidare una visione della giurisdizione, specie amministrativa, sempre più consapevole dell’impatto economico delle proprie decisioni».

Vale ancor di più oggi. «Dopo i traumi della pandemia – osserva Draghi – le giurisdizioni devono impegnarsi ulteriormente nella direzione di una maggiore efficienza e velocità di risposta, mantenendo però il necessario rigore». In poche parole, l’ammodernamento dell’Italia passa anche per la giustizia amministrativa. Non a caso il premier annuncia che chiederà «un ausilio» al Consiglio di Stato«nella “redazione“, insieme ad altri esperti, del codice degli appalti e di future codificazioni di settore». E questo perché – sottolinea – «l’obiettivo del governo è semplificare, migliorare e chiarire le procedure di un settore fondamentale per l’economia del Paese».

Pubblicato da edizioni24

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