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Riaperture, il via dal 19 aprile per ristoranti, bar, cinema e teatri. Ma Speranza non fa ben sperare….

Riaperture, la data non c’è. Lo ha detto Mario Draghi. Ma secondo un retroscena del Messaggero la data invece ci sarebbe. Ed è quella del 19 aprile. Da quel giorno potrebbero avviarsi le riaperture per bar, ristoranti e cinema. Ma i rigoristi non demordono: in prima linea il ministro della Salute Speranza e poi tutto il Cts, che mantiene un atteggiamento di “prudenza”. Si teme l’aggressività delle varianti. Ma soprattutto si aspetta che il piano vaccinale metta al sicuro la fascia d’età più a rischio. Dai 70 anni in su.

Circola però anche un cauto ottimismo. “Diverse Regioni che attualmente sono in fascia arancione – scrive Il Messaggero –  come Lazio, Umbria, Veneto, Abruzzo, Basilicata, Liguria, Marche Molise, Sicilia e le province autonome di Trento e Bolzano, hanno già dati da fascia gialla. Con l’Rt sotto l’1 e l’indice di incidenza del virus sotto la soglia di 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti. In più, proprio ieri Speranza ha firmato le ordinanze che portano da lunedì dal rosso all’arancione Lombardia, Emilia Romagna, Friuli, Piemonte, Toscana e Calabria, con tutti i negozi aperti compresi parrucchieri e centri estetici. Il segno che la situazione sta oggettivamente migliorando – su base nazionale l’Rt è sceso a 0.92 (sette giorni fa era a 0.98) e l’incidenza a 185 (era a 232) – e dunque sarà sempre più difficile per il fronte fedele alla linea della «massima prudenza» frenare il pressing di Matteo Salvini, di Forza Italia e soprattutto delle associazioni di categoria giunte ormai alla disperazione”.

E’ probabile però almeno fino a maggio “l’adozione del giallo rafforzato: bar e ristoranti aperti solo a pranzo, con orario ridotto alle tre o alle quattro di pomeriggio per evitare gli assembramenti fuori dai locali all’ora dell’aperitivo. Probabile anche la riapertura di cinema, teatri, musei e mostre secondo i protocolli elaborati dal Cts prima della stretta di marzo”.

Il tutto sarà deciso venerdì prossimo sulla base dei dati relativi ai contagi. Le palestre invece dovranno attendere il mese di maggio. Sarà quello il mese in cui potremo vedere abolito anche il coprifuoco. Ma non su tutto il territorio nazionale. Solo in quelle Regioni dove le vaccinazioni sono state veloci e hanno seguito il criterio delle fasce d’età. A questo scopo il generale Figliuolo ha già inviato alle Regioni una circolare molto chiara: precedenza assoluta a settantenni e ottantenni. Parallelamente, vaccino alle persone con elevata fragilità. Tutti gli altri in coda.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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