Rai, fuoco amico: i 5Stelle a valanga contro Conte: “Ha affidato la trattativa a un fedelissimo per farla fallire”

Si tinge addirittura di giallo lo scontro sulla Rai che vede Giuseppe Conte contro tutti, da Mario Draghi a Luigi Di Maio. C’è infatti una coda polemica della vicenda che riguarda esclusivamente l’ex-premier e il M5S di cui dovrebbe essere (almeno in teoria) il leader. Tutta colpa di un senatore grillino, Mario Turco, sospettato dai suoi stessi compagni di partito di aver condotto in gran segreto la trattativa sulle nomine e di averla fatta artatamente fallire per far saltare il banco e andare alle elezioni anticipate. D’accordo con Conte, ovviamente. Che, invece, fornisce versione tutt’affatto diversa: Turco è salito a Palazzo Chigi per incontrare Antonio Funciello, capo gabinetto di Draghi, ma solo perché convocato. E per giunta a cose fatte.

Il premier, stando alla ricostruzione di Conte, ha voluto così evitare che il M5S apprendesse dalle agenzie e dai siti la nomina dei nuovi direttori dei Tg Rai. Una versione che però non convince il grosso delle troupe pentastellate. Non stupisce, se solo ricordiamo che parliamo di gente che fino a ieri credeva ai microchip sotto pelle, alle scie chimiche, alle teorie terrapiattiste e negava lo sbarco dell’uomo sulla luna. Figuriamoci se quella stessa gente può scartare sulla base di un ragionamento il sospetto che Conte si sia venduto a chissà chi pur di condurli al mattatoioelettorale, impadronirsi del Movimento e chiudere accordi con la sinistra. È anche per questo che i malumori però non si placano.

L’Adnkronos dà notizia di una ennesima riunione informale tenutasi ieri, giovedì, al Senato, alla presenza del ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli. Con lui, tra gli altri, anche il vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai Primo Di Nicola. Sarebbe stato proprio quest’ultimo ad incendiare le polveri contro Conte e Turco, dicendosi «stupefatto» e «indignato» per i retroscenagiornalistici che parlavano di un ruolo attivo di Turco nella trattativa sulle nomine del servizio pubblico. Il malumore di Di Nicola deriva soprattutto dall’aver partecipato alla riunione fiume di mercoledì con Conte a Palazzo Madama, la stessa in cui è emersa la linea dell’Aventino in Rai. Apprendere dai giornali che una trattativa ci sarebbe stata lo ha mandato su tutte le furie. Mazziati va bene, ma cornuti proprio no.

Pubblicato da edizioni24

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