Ragazza taliana finisce in cella a Zanzibar per reati finanziari, rischia 20 anni. L’appello: “Si trova in condizioni disumane”

Sono ore di angoscia per i familiari di Francesca Scalfari e suo marito Simon Wood, la donna padovana e il britannico sotto accusa in carcere a Zanzibar per riciclaggio di denaro e falso nell’ambito di una disputa legale con loro ex soci.

La coppia che da 15 anni vive sull’isola della Tanzania dove gestisce un hotel era stata arrestata la mattina del 7 giugno. L’udienza è fissata per martedì alle 7 ora italiana. Ma la situazione, come denuncia su Fb Marco, fratello di Francesca Scalfari, è drammatica.  «Mia sorella e mio cognato Simon Wood da più di 10 giorni si trovano rinchiusi in carcere con accuse infondate, accuse cui avrebbero opposto una difesa leale, certa. Imprigionandoli gli hanno negato questa possibilità e tutto questo per volere di qualcuno che inspiegabilmente non concede neanche la possibilità di accedervi a nessuno per fargli visita per un supporto morale ed accertarsi del loro stato fisico e mentale, neanche a me suo fratello! Un carcere con criminali veri un carcere dove il rischio di malattie virali è altissimo, tutto questo contro ogni legge governativa e contro ogni diritto umano. Il mio è un appello, che tutti , tanti possano contribuire condividendo per far sì che aumentino il numero di persone iscritte a questa pagina creata con l’intento di far capire alle “autorità locali” che non sono soli e che i metodi e le regole che inspiegabilmente hanno attuato sono disumane».

Ai microfoni del Corriere della Sera, Marco ha raccontato nei dettagli la situazione che la sorella e il cognato stanno vivendo. “Lei si trova in cella con altre sei donne, lui in uno stanzone con 200 uomini, molti sono criminali, gli hanno pure rasato i capelli e tolto il cellulare”, ha detto. «All’inizio con il suo consueto ottimismo Francesca pensava che si trattasse di un fermo. Invece l’hanno incarcerata. È assurdo, li vogliono incastrare. Per questo capo d’accusa a Zanzibar non è previsto il rilascio su cauzione. Non ci permettono di vederli, ho potuto incontrarli soltanto una volta per pochi minuti al mio arrivo. Soprattutto Simon è in una situazione igienico-sanitaria preoccupante», ha aggiunto.  «Ora la giustizia penale farà il suo corso, vengono accusati di reati finanziari per i quali si rischiano 20 anni di carcere – dice al Corriere Stefano Totisco, vice console onorario a Zanzibar -. Il nostro obiettivo è ottenere i domiciliari». Finora è stato difficile persino ottenere il permesso di visita. La coppia è riuscita a mettere su un volo per l’Italia il figlio Luca, di 11 anni, che ha raggiunto da solo i nonni materni. Via dall’arcipelago che Francesca chiamava «la mia casa».

Pubblicato da edizioni24

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