Qatargate, Procaccini epocale: “La sinistra c’è dentro fino al collo e fa finta di niente. Pazzesco”

«La sinistra accampa scuse, nega le proprie responsabilità: è una loro precisa strategia». Mentre si allarga lo scandalo del Qatargatee il Pd continua a pensare di potersi presentare come “vittima” e a preoccuparsi soprattutto di «tutelare l’immagine» del partito, come chiarito anche ieri, l’eurodeputato di FdI, Nicola Procaccini, sottolinea come in realtà siano «dentro fino al collo nel più grande scandalo mai scoppiato nella storia delle istituzioni europee». E, dunque, il fatto che la sinistra continui «a sventolare il solito senso di superiorità morale» e si ostini «a dare patenti», è «una cosa – chiarisce – che mi fa impazzire».

«Io sono uno di quelli che pensa che la corruzione, non parlo del caso specifico, non sia né di sinistra né di destra, ma questo lo pensiamo solo a destra… Loro si mettono comunque al di sopra di tutto e tutti», ha proseguito Procaccini in un’intervista a Libero, nella quale ha sottolineato che «siamo di fronte a uno Stato, forse più d’uno, che è venuto a casa nostra a fare shopping di parlamentari e che ha agito anche attraverso le Ong, almeno così dicono gli inquirenti». Un contesto nel quale la sinistra, e il Pd su tutti, fa la gnorri, come del resto è abituata a fare. Quella «precisa strategia» indicata senza mezzi termini dall’eurodeputato e concretizzata nel fatto che «puntano il dito sulla presunta mancanza di regole» e «sulle istituzioni che non sarebbero tutelate abbastanza».

Ma, ha ricordato Procaccini, «a me risulta che ci siano già leggi che impediscono di andare in giro con centinaia di migliaia di euro in una valigetta». E ancora: «Parlano di stretta sulle lobby, ma le lobby in sé non sono il male: ci sono le lobby del latte, della carne, della plastica di qualsiasi settore. È l’uso che se ne fa delle lobby, come delle Ong». «I fatti hanno confermato che tra quelle che si occupano di migranti, l’ultimo è il “caso Soumahoro”, e quelle che si sono erette a paladine dei diritti umani la narrazione della sinistra è crollata. Molte Ong hanno prestato il fianco ad attività sospette, diciamo così, a malversazioni», ha proseguito l’esponente di FdI.

Quanto al modo in cui l’europarlamento ha reagito allo scandalo, Procaccini ha ricordato che «quando a Strasburgo si sono riuniti per la prima volta i capogruppo, quello di Renew, che fa riferimento al centrosinistra di Macron, se l’è presa con Viktor Orbán per la vignetta con cui aveva risposto alle accuse di corruzione che gli ha sempre rivolto la sinistra». «Ma c’è stato anche un altro episodio vergognoso…», ha aggiunto a proposito del fatto che «i partiti di sinistra, Pd in testa, hanno respinto a priori gli emendamenti sul “Qatargate” presentati dal gruppo Identità e Democrazia, quello della Lega e della Le Pen, per intenderci. Li hanno esclusi per un pregiudizio politico: il merito non l’hanno neanche considerato».

«A dir poco ridicolo», poi, per Procaccini, il tentativo del capodelegazione in Europa del Pd, Brando Benifei, che, come ricordato da Alessandro Gonzato che firma l’intervista, è andato in tv a sostenere che la socialista Eva Kaili stava per passare nel centrodestra. «Mi hanno mandato il video: roba da matti, sono scoppiati tutti a ridere», ha commentato l’eurodeputato di FdI, ricordando anche l’uso strumentale che la sinistra ha fatto negli anni del tema delle ingerenze russe, «usato anche per distogliere l’attenzione da altre cose, evidentemente». «Capiamoci: l’Europa – ha chiarito – ha fatto e fa bene a vigilare su ogni possibile infiltrazione illecita. Però, qui siamo di fronte a Paesi che si stavano comprando pezzi di istituzioni. E la sinistra continua ancora con la narrazione secondo cui certi regimi arabi sarebbero maestri per le democrazie europee in fatto di diritti umani: siamo noi europei, secondo la sinistra, l’origine dei mali. Pazzesco».

Pubblicato da edizioni24

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