Qatargate, il gip autorizza il sequestro sui conti di Antonio Panzeri e della figlia Silvia (240 mila euro congelati)

Il gip di Bergamo ha congelato con un decreto di sequestro preventivo, su richiesta della procura che ha eseguito un ordine di investigazione europeo della magistratura belga nell’indagineQatargate, sei conti correnti intestati ad Antonio Panzeri, alla figlia Silvia, all’ex segretario generale della Confederazione internazionale dei sindacati Luca Visentini e a Francesco Giorgi, ex collaboratore dell’ex eurodeputato arrestato. In particolare, comunica il procuratore di Bergamo Antonio Chiappani, sono stati bloccati circa 200mila euro su un conto di Silvia Panzeri e 40mila su uno del padre.

Intanto, la difesa di Maria Dolores Colleoni, moglie dell’ex eurodeputato Pier Antonio Panzeri, ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione dei giudici della Corte d’assise di Brescia che hanno concesso al Belgio la consegna della donna, arrestata e attualmente ai domiciliari dopo il mandato di arresto europeo eseguito lo scorso 9 dicembre.

In particolare, nel ricorso firmato dagli avvocati Angelo De Riso e Nicola Colli si fa riferimento a uno dei temi sollevati in aula (durante l’udienza di consegna), ossia una serie di problemi persistenti nelle carceri belghe, tra cui il sovraffollamento e la carenza di personale. Il riferimento è a un report di un organo del Consiglio d’Europa, il ‘Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti’, pubblicato a novembre che evidenzia, per quanto riguarda il Belgio, «una diffusa obsolescenza delle carceri», un sovraffollamento diffuso e problemi legati «alla carenza e insufficiente presenza di personale».

Le condizioni carcerarie – sollevate come eccezione preliminare – sono valse un rinvio – al prossimo 3 gennaio – per Silvia Panzeri, anche lei destinataria di mandato di arresto europeo e anche lei come la madre accusata di concorso in associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio. Decisione diversa, invece, era stata assunta da un altro collegio. Il ricorso di oggi interrompe la decisione presa lunedì scorso a Brescia, sarà la Cassazione – in tempi brevi – a dover decidere il destino giudiziario di Maria Dolores Colleoni.

Come riporta l’Adnkronos, per la giustizia belga l’ex europarlamentare del Pd e poi di Articolo 1 è componente di “un’organizzazione criminale” che sarebbe finanziata da Marocco e Qatar, e la moglie 67enne (come la figlia) “sembra essere pienamente consapevole delle attività” del marito e sembra “persino partecipare nel trasporto dei “regali”, dati al Marocco da A.A., ambasciatore del Marocco in Polonia”, come si legge nel mandato firmato dal giudice Michel Claise.

Pubblicato da edizioni24

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