Putin pugno di ferro: “Nessuno può fermare la Russia. Chi cerca di isolarci si fa male da solo”

Putin torna a parlare in pubblico. Naturalmente in video-collegamento da Mosca, da dove il presidente russo è intervenuto al Forum economico euroasiatico di Bishek. I toni e i contenuti, sono sempre un po’ gli stessi, tipici della declamazione trionfalistica. A partire dalle neanche tanto velate recriminazioni rivolte a chi si è schierato con la difesa dell’Ucraina, formalizzate dicendo: «Nessun gendarme mondiale può fermare i Paesi del mondo che vogliono perseguire una politica indipendente». Aggiungendo a stretto giro, altrettanto eloquentemente che: «Ci sono sempre più Paesi nel mondo che vogliono perseguire una politica indipendente. E nessun gendarme mondiale sarà in grado di fermare questo processo globale naturale. Non ci saranno forze sufficienti», ha dichiarato Putin, senza citare esplicitamente gli Stati Uniti…

Non solo. Nel corso del suo intervento Putin ha anche fatto riferimenti beffardamente allusivi al fatto che la Russia sarebbe riuscita a sostituire le importazioni nei settori chiave per la sovranità del Paese. Aggiungendo di non avere intenzione «di disconnettersi dalle tecnologie delle economie avanzate». E asserendo con fermezza che «nessuno sarà in grado di separare un Paese come la Russia. Stanno cercando di metterci all’angolo. Ma è irrealistico. Impossibile nel mondo contemporaneo. Chi cerca di isolare la Russia si fa male da solo», ha quindi chiosato beffardamente. Rimarcando contestualmente la necessità di consolidare «gli sforzi dei Paesi membri per sviluppare i settori dell’alta tecnologia dell’economia la digitalizzazione».

Di più. Il capo del Cremlino si è soffermato sulla necessità di «approfondire i processi di integrazione per offrire diretti vantaggi a economie e cittadini dei Paesi dell’Unione» (fanno parte dell’Unione economica euroasiatica: Russia, Bielorussia, Armenia e Kirghizistan, ndr), citando «le condizioni geopolitiche». Nel cui contesto Putin si è quindi sentito in dovere di precisare che «lo sviluppo dell’integrazione euroasiatica non è connessa alla congiuntura attuale». Vale a dire, all’”operazione militare speciale” delle forze russe in Ucraina.

E non è ancora tutto. Putin, infatti, parlando delle relazioni internazionali, ha tenuto a precisare che l’uscita di compagnie straniere dalla Russiapotrebbe in realtà rivelare inediti e imprevisti risvolti positivi, perché la loro nicchia di mercato sarà occupata, ha assicurato il leader di Mosca. Concludendo, sempre tra puntini sospensivi, che «non vi è nulla di male» se molti esperti del settore It si sono trasferiti, dopo il 24 febbraio, in Armenia…

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.