Processo a Giuseppe Conte, Daniele: “Giuseppe Conte? Può solo raccattare gli scarti degli altri e farli passare per chianina”

By Gaetano Daniele

In politica l’unica realtà sono i nuneri. Quelli non mentono maii. E sono proprio i numeri a inchiodare Giuseppe Conte. Ora vi rinfresco la memoroa. Domenica prossima, alle elezioni amministrative, il Movimento 5 Stelle presenterà appena 67 liste. Cinque anni fa, giusto per dare un’idea al lettore della débâcle targata Giuseppi, la presenza sul territorio era tre volte tanto: 224 in diciassette regioni. Il crollo è a dir poco verticale: 157 liste in meno, il 70% in meno. E la colpa, secondo Enrica Sabatini, autrice del libro Lady Rousseau. Cosa resta dell’utopia di Gianroberto Casaleggio? (Piemme), è tutta dell’ex avvocato del popolo che ha usato il consenso del Movimento 5 Stelle per costruirsi una carriera. Il risultato è stato appunto disastroso. Secondo i sondaggisti, il partito fondato da Beppe Grillo è prossimo al giro di boa: per poi schiantarsi in un iceberg, come il Titanic. Infatti, si avvicina pericolosamente alla soglia psicologica dei gradi siberiani in piena estate.

Qualora alle prossime elezioni politiche dovesse andare sotto, sarebbe la pietra tombale su Conte. Sempre che non intervenga prima il tribunale di Napoli ad affossarlo coi i ricorsi degli attivisti.

Se c’è qualcuno che ho sempre tenuto a distanza, sono i trasformisti. Se ben ricordate, Beppe Grillo definì Conte una persona senza visione politica né capacità manageriali, senza alcuna esperienza di organizzazioni né capacità di innovazione. E i risultati oggi danno ragione a questa definizione. Il comico non fece ridere perché ci vide lungo. Fatto è che a piazzarlo sullo scranno degli insipienti fu proprio Grillo. E l’errore di Giuseppi è stato quello di voler qualcosa che tutti sapevano che non era in grado di ottenere, ossia essere il leader di una forza politica in via di estinzione.

Difatti, il movimento si sta eclissando perché non ha alcuna visione, non è coerente e la sua proposta politica non è più unica. Anzi. Stona. È ripetitiva. La banalizzazione operata da Conte ha reso il progetto politico ideato da Gianroberto Casaleggio un partitino qualunque che si presta ad essere il vassallo di altre forze politiche all’occorrenza e per convenienza. Che si chiami Nicola, Francesco, Matteo, Luigi, Salvatore o Marco, l’importante è che ci sia. Figure di totale facciata che inducono, agli occhi altri a passare per politici di alto spessore morale. Pur non avendo mai saputo dare prova di sé se non le banalità quotidiane. Il pelo di paglia tutto fumo. Il fuoco di paglia.

Conte è più un personaggio televisivo con cui le persone vogliono fare selfie che un politico con cui è possibile costruire un progetto credibile. Per questo motivo l’attuale movimento non ha più attivisti o cittadini che vogliano candidarsi, perché le persone non sono disposte a mettere la propria faccia in un movimento ambiguo e incoerente che ha tradito principi e promesse. Basta considerare questo dato: nel 2017 il movimento aveva ben 224 candidati sindaco, quest’anno soltanto dieci. Così a Conte resta solo andare a braccetto con il Pd e sperare di raccogliere le briciole che cadranno dal loro tavolo. E magari raccontare in giro di aver mangiato chianina. Sono esponenti che non riuscirebbero ad ammettere il loro fallimento. O è chianina o Scottona.

Bisogna fare anche un’altra considerazione, Conte ha provato a personalizzare un movimento perché non aveva il coraggio di fare un partito personale. Per uno come lui è stato più facile usare il consenso di una forza politica per costruire la propria carriera anziché rischiare in prima persona. Il flop è arrivato lo stesso. Anzi, è stato anche più rumoroso perché è riuscito a rendere la forza parlamentare di maggioranza relativa totalmente irrilevante sullo scenario politico.

Insomma, a Conte dedico una frase: non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo. E il punto è proprio questo: ma che dice? Meglio la Taverna, almeno lei si fa capire con i gesti.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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