Prima che lo dicono a me, che è vero, infango te. Pd, il video di Paolo Ruggirello che bacia il boss mafioso: ma a sinistra tutti tacciono, ma parlano di Berlusconi

Il classico gioco politico che usa certa sinistra e che in questi ultimi mesi sta adottando anche il M5s. Accusano gli altri di quello che in realtà hanno commesso loro, al fine di strumentalizzare la verità, e deviare l’opinione pubblica: tanto così fan tutti. E infangano le persone.

“Onorevole come siamo combinati?», chiedeva il boss all’amico Pd. E poi i baci, gli abbracci, gli accordi: tutto documentato e filmato dalle telecamere e contenuto negli atti dell’inchiesta della Dda di Palermo. L’indagine, condotta dai carabinieri di Trapani, è quella che l’altra notte ha portato in cella Mariano Asaro, noto come il “dentista” (perché aveva studiato da odontotecnico prima di darsi agli affari illeciti), e ha iscritto nel registro degli indagati Paolo Ruggirello, ex deputato dem all’Assemblea regionale siciliana. 

Asaro voleva davvero aprire un ambulatorio dentistico in quel di Paceco, nel Trapanese, solo che nel progetto rientrava anche la creazione di una società fittizia che doveva essere accreditata presso il sistema sanitario nazionale e quindi doveva ricevere del denaro pubblico.

Qui entra in scena Ruggirello, per un decennio nel Parlamentino siciliano dove aveva ricoperto il ruolo chiave di deputato-questore, usufruiva di un mega ufficio nel palazzo che fu di Federico II e, soprattutto, maneggiava denaro come se piovesse. Ex lombardiano, da tesserato del Pd Ruggirello ha pure tentato la candidatura al Senato, fallita a causa dei guai giudiziari. Cosa c’entra questa storia con Silvio Berlusconi? In apparenza nulla, se non fosse che il leader di Forza Italia ciclicamente viene tirato in ballo da mafiosi che giurano di avere collaborato con lui, si accreditano in tal senso, ma non hanno alcuna vera prova al riguardo. È di due giorni fa l’ennesima rivelazione del boss Graviano, presa per buona nel processo sulle stragi ‘ndranghetiste. Per non parlare delle presunte trattative, di Forza Italia nata con il favore della mafia, degli anni tra il ’92 e il ’94 quando l’allora imprenditore del nord avrebbe stretto chissà quali accordi con i capiclan per salire al potere: le pagine delle vicende giudiziarie da cui Berlusconi ha dovuto difendersi potrebbero riempire un’enciclopedia. Nel caso dell’esponente dem ci sono, invece, le foto, i video e le stesse dichiarazioni dei diretti interessati, arrestati, che dimostrano il legame tra la mafia e il politico.

Non solo. Il gip di Palermo, Claudia Rosini, delinea la figura di Ruggirello, in stretti e stabili rapporti con Carmelo Salerno,anche lui finito in manette e ritenuto il capoclan di Paceco: «Le stabili e continuative relazioni tra Ruggirello e esponenti di spicco della Cosa Nostra trapanese», scrivono i pm, «non possono che ritenersi come il frutto di una compenetrazione organica del primo con il tessuto organizzativo dell’associazione mafiosa». Dunque, il 54enne ex deputato siculo del Pd già arrestato a marzo del 2019 con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e ora destinatario di un nuovo avviso di garanzia, avrebbe attivato le sue conoscenze affinché l’ambulatorio del boss di Castellammare del Golfo fosse convenzionato con il servizio sanitario. Anche stavolta, però, nessuna reazione dai manettari. Ah già, Berlusconi non c’entra..

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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