Presunzione, povertà e pace: Conte prova a salvare il salvabile nascondendo la polvere sotto al tappeto e finge di puntare i piedi con Draghi

Non basta l’incontro. In vista dell’appuntamento “chiarificatore” che Giuseppe Conte avrà oggi alle 16.30 con Mario Draghi, il leader M5S ha anche la necessità di salvare la faccia, di uscirne potendo rivendicare che il Movimento conta nel governo e riesce a incidere sulla sua linea. Ed è così che l’avvocato di Volturara Appula si presenterà con un dossier che spazia dalle armi al reddito di cittadinanza, dal salario minimo al termovalorizzatore di Roma, puntando soprattutto, come scrive Il Fatto quotidiano, su due «questioni di principio»: «Un impegno finanziario speciale del governo sulla questione sociale, la povertà e i salari» e «un cambio di passo del governo sul conflitto ucraino» con «un impegno concreto perché l’Italia sia promotrice di negoziati e di una soluzione diplomatica».

E mentre più o meno tutti gli osservatori concordano sull’idea che il compromesso sia già nelle premesse dell’incontro, il Fattoenfatizza la difficoltà politica della partita, «al di là degli aspetti personali», ovvero del chiarimento sul presunto tentativo del premier di convincere Beppe Grillo a far fuori Conte dalla guida del Movimento. Insomma, è l’idea suggerita dal giornale di Travaglio, l’incontro non è affatto una formalità di facciata e Conte andrà lì a esercitare una leadership vera. Una narrazione quanto mai necessaria per il traballante leader del Movimento, nella quale però è già pronta anche una “stay strategy” qualora il compromesso finale dovesse risultare troppo al ribasso.

«Se il premier dovesse confermare l’atteggiamento di assoluta rigidità che raccontano le sue fonti, per i Cinque Stelle arriverebbe il momento delle decisioni definitive», si legge nell’articolo intitolato «Le richieste di Conte a Draghi: sette pagine su povertà e pace», che subito però sottolinea come «se la situazione dovesse precipitare, l’ultima parola sul ritiro dei ministri e sull’eventuale appoggio esterno spetterebbe agli iscritti, così come è stato per l’adesione all’esecutivo». Ma si tratta di un percorso con il finale già scritto se, come rivela Op..en,che parla delle richiesta di Conte a Draghi come di «lista della spesa», nelle chat interne al M5S «si cita un sondaggio che dice che il 76% degli elettori M5s vorrebbe restare al governo».

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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