Pozzuoli, medico aggredito da un familiare di una paziente che tenta di strangolarlo

Medico aggredito in Pronto Soccorso. Comincia così il drammatico racconto-denuncia postato sulla pagina Facebook dell’associazione Nessuno tocchi Ippocrate. Poche parole che racchiudono una vicenda inquietante relativa a un fenomeno preoccupantemente in aumento. Stavolta l’aggressione a un camice bianco nell’esercizio delle sue funzioni si è verificata all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. Ed è rimbalzata ai disonori della cronaca grazie alla denuncia dell’associazione. Ma quante volte è già successo in altri nosocomi dal nord al sud Del Belpaese? Sempre troppe, è l’unica risposta plausibile…

Dunque, l’esito è più o meno lo stesso: ancora un medico aggredito dal familiare di una paziente. Stavolta addirittura l’aggressore mette le mani al collo della vittima e tenta di strangolarla. Tutto comincia come già in altre occasioni ci è capitato di riscontrare: con il ricovero in pronto soccorso di una ragazza. In questo caso, una giovane che, in seguito a un incidente stradale, arriva in ospedale con la frattura del gomito. L’accettazione la registra con il codice verde, ma già da quel momento i parenti cominciano a chiedere insistentemente informazioni sulle condizioni cliniche della giovane. Così, all’ennesima, incalzante sollecitazione, basta una richiesta di moderazione da parte del medico a far scattare l’aggressione. Violenta e decisamente spropositata. Quella riassunta dalla stessa associazione nessuno tocchi Ippocrate, via social: un parente afferra il medico mettendogli le mani al collo e prova a strangolarlo.

Fortunatamente l’unica guardia giurata presente nei paraggi riesce a intervenire in tempo e a placare gli animi. Intervengono le forze dell’ordine che, identificato l’uomo, affidano la vicenda alla magistratura. Che, al fine di ricostruire tempi e modalità dell’aggressione, «ha chiesto i video delle telecamere di sorveglianza», conclude l’associazione.

Dunque, ancora una tragedia sfiorata. Ancora una brutale aggressione ai danni del personale sanitario. Mentre continuano a mancare presidi delle forze dell’ordine e dure risposte giuridiche. Un caso che, solo il tempestivo intervento della guardia giurata ha fatto in modo che degenerasse ulteriormente. Una vicenda, l’ultima in ordine di tempo, che segnala e rilancia la necessità urgente di interventi mirati e di deterrenti in grado di agire preventivamente, o comunque tempestivamente, sui violenti sempre pronti all’azione.Altrimenti finirà sempre come nel caso del Pronto soccorso del Pellegrini: che si concluse con l’area ospedaliera riservata al pronto intervento devastata e feriti terrorizzati.

O come negli innumerevoli episodi violenti che si stanno registrando negli ospedali ormai da tempo. Un fenomeno che, ricordava Il Mattino appena un mese fa, ha spinto il governo «a correre ai ripari con una legge ad hoc contro le aggressioni ai camici bianchi. La norma, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 9 settembre 2020 ed entrata in vigore il 24 settembre dello stesso anno, però, non è riuscita a porre un freno alle aggressioni nei reparti». E quest’ultimo caso di Pozzuoli lo testimonia una volta di più…

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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