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Ponte Morandi, Conte cerca di salvarsi la faccia, ma ormai è troppo tardi. L’ultimatum ai Benetton è da ridere…

I 5 stelle e il premier Giuseppe Conte ci prendono per fessi.

Autostrade per l’Italia è stata convocata al ministero delle Infrastrutture, dove oggi riceverà formalmente l’ultimatum del governo presieduto dal Giuseppe Conte. Controllo pubblico della società o la concessione salta: è fondamentalmente questo l’aut aut dell’esecutivo, forte della sentenza della Consulta che riconosce la legittimità dell’estromissione del concessionario dalla ricostruzione del ponte Morandi.

Sull’onda di tale verdetto, il governo punta a chiudere la questione una volta per tutte: o l’azienda di proprietà dei Benetton accetta le condizioni stabilite dai giallorossi (taglio dei pedaggi, 3 miliardi di transazione tombale e controllo pubblico della società) oppure si procederà con la revoca. Lo scrive Repubblica, secondo cui Conte non vuole perdere un minuto di più su questa vicenda: troppo grande è stata la figuraccia del premier, che a lungo è stato incapace di decidere.

Da Palazzo Chigi filtra un certo turbamento per il duro colpo all’immagine subito a causa del momentaneo ritorno del ponte Morandi nelle mani dei Benetton: a causa del suo attendismo, Conte è finito nel mirino di Pd e M5s e adesso deve correre ai ripari, chiudendo la partita al più presto. 

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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