Pochi giorni ancora per il generale Figliuolo: chi lo sostituirà da aprile

Il 31 marzo cessa lo stato di emergenza  che era stato istituito per combattere la pandemia da Covid-19. E il generale Francesco Figliuolo terminerà la sua missione sul fronte dell’emergenza pandemia, iniziata il primo marzo 2021, succedendo a Domenico Arcuri. Così, dopo oltre un’anno, dovrà dare l’addio alla struttura commissariale anti-coronavirus.

A partire dal 1° aprile e fino al 31 dicembre 2022 sarà l’Unità per il completamento della campagna vaccinale e per l’adozione di altre misure di contrasto alla pandemia ad operare in campo anti-Covid, con le stesse funzioni. L’Unità, infatti, avrà il compito di curare “la definizione e, ove possibile, la conclusione delle attività amministrative, contabili e giuridiche ancora in corso”. Successivamente, dal 1°gennaio 2023, il Ministero della Salute subentrerà all’Unità. Quest’ultima, quindi, sarà al lavoro sul fronte pandemia per nove mesi, durante i quali il Ministero è autorizzato a formare una squadra, composta da una cinquantina di persone, per “garantire le azioni di supporto nel contrasto alle pandemie in favore dei sistemi sanitari regionali, assicurando gli approvvigionamenti di farmaci e vaccini per la cura delle patologie epidemico-pandemiche emergenti e di dispositivi di protezione individuale”.

Il passaggio di consegne è stato indicato nel decreto legge, che dichiara il superamento dello stato di emergenza. Il direttore dell’Unità verrà nominato con un decreto del presidente del Consiglio e avrà il compito di agire “con poteri attribuiti al Commissario straordinario” ed è probabile che si tratti di un altro generale. Tra i più papabili, secondo quanto riporta l’Ansa, ci sarebbe Maurizio Riccò, l’attuale comandante logistico dell’Esercito. Nell’Unità è prevista anche la presenza di un vicedirettore vicario, che verrà scelto tra i dirigenti di prima fascia del Ministero della Salute. ​Il generale Figliuolo, invece, a partire dal 1 aprile, potrà tornare a dedicarsi interamente alla guida del Comando operativo del vertice interforze, il Covi, cioè l’organismo che si occupa delle operazioni dei militari italiani all’estero, ruolo particolarmente delicato, soprattutto alla luce delle ultime vicende. E dalla guerra al nuovo coronavirus tornerà ad occuparsi della guerra vera e propria.

La campagna vaccinale, guidata prima da Domenico Arcuri e poi dal generale Figliuolo, conta fino ad ora la somministrazione di 135 milioni di dosi di vaccino anti-Covid. Gli italiani che hanno completato la prima dose sono 49,7 milioni, pari all’83,9% della popolazione, mentre a portare a termine il ciclo completo (cioè tre dosi di vaccino) è stato, fino ad ora, il 65,2% della popolazione, cioè 38,6 milioni di persone. Se molti sono i cittadini che hanno completato o stanno completando la somministrazione del vaccino, ancora oltre 4 milioni di italiani non sono protetti dal Covid-19. Per questo e per i numeri di contagi giornalieri, sembra non sia ancora il momento di tornare alla normalità e occorre “continuare a disporre, anche successivamente alla data del 31 marzo 2022, di una struttura con adeguate capacità di risposta a possibili aggravamenti del contesto epidemiologico nazionaleontinuare”. La struttura adeguata è stata individuata nell’Unità operativa temporanea, che sarà composta da meno personale rispetto alla struttura commissariale guidata da Figliuolo e che successivamente verrà sostituita dal Ministero della Salute.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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