Per Di Maio & Co. “la spada di Damocle”. Esulta: “un’onda civica si sta avvicinando”. Da qui alle urne, gli uomini e le donne a supporto, si conteranno sul “Pallottoliere…”

“I nostri gruppi daranno stabilità al governo… Un’onda civica si sta avvicinando, c’è tanto entusiasmo da valorizzare”. Lo dice Luigi Di Maio ai parlamentari di Ipf riuniti nella prima assemblea dopo la scissione dal M5S. E poi ribadisce la svolta al centro: “Basta con sovranismi e populismi. Non è più tollerabile l’odio… Stop alla politica da selfie”.

Alla riunione con il ministro degli Esteri partecipano i 62 ex grillini che finora hanno aderito al gruppo (51 alla Camera e 11 al Senato) e per acclamazione Primo Di Nicola è stato eletto capogruppo a Palazzo Madama e Iolanda Di Stasio a Montecitorio. L’ex ministro Vincenzo Spadafora è stato invece nominato coordinatore politico del nuovo soggetto. Di Maio ha inoltre confermato che Ipf guarda ai sindaci e al territorio. Una riedizione, in sostanza, del partito dei sindaci già sperimentato dal Pd con scarso successo perché poi la centralità romana prende sempre il sopravvento. Dietro la formula del dialogo coi sindaci, allora, si nasconde il progetto di costruire un centro che aggreghi tutto ciò che si muove in quell’area.

Con un’incognita che si chiama Calenda. “Certo – scrive il Corriere.it – il leader di Azione, che come Di Maio ha nel curriculum un’esperienza da ministro dello Sviluppo economico – esperienza che i due, vedasi sul dossier Ilva, hanno interpretato in maniera quasi opposta – è un osso duro; non si è iscritto al coro dei tanti riformisti che hanno applaudito al divorzio del Cinquestelle e ancora ieri punzecchiava gli scissionisti del Movimento, rimarcando con il titolare della Farnesina i punti di dissenso e mai quelli di una possibile convergenza. Un ostacolo in più, insomma. Non una ragione per arrendersi. Di conseguenza, nel tabellino di marcia che la pattuglia dimaiana ha fissato da qui a fine luglio, quando potrebbe tenersi l’appuntamento fondativo della struttura-partito, il tentativo di «agganciare» Calenda sarà fatto”.

Se Di Maio annuncia un’ondata civica in avvicinamento, Giuseppe Conte rilancia sventolando la bandiera del salario minimo – “basta paghe da fame” – e replica alla battuta del rivale Di Maio sul fatto che il M5S non è più la prima forza politica in Parlamento. “Io ho augurato buona fortuna a chi è andato via. In questi giorni ho sentito ripetere che non siamo più la prima forza di maggioranza relativa in Parlamento, ma la cosa importante per me è un’altra: mi preoccuperò quando non saremo più la prima forza a combattere determinate battaglie, ad aiutare indigenti di avere una prospettiva a fine mese, a chi ha paghe da fame a raggiungere salari decorosi, ad avere buste paghe più pesanti per i lavoratori”.

Anche Vito Crimi tenta di rianimare le file del M5S e sostiene che l‘effetto-DiMaio ha provocato una corsa a nuove iscrizioni al Movimento: “Negli ultimi 4 giorni – dice l’ex capo politico – siamo tornati a un bilancio di oltre 100 nuovi iscritti al giorno, anche oggi il trend è molto positivo”. Fino alla settimana scorsa, confida Crimi, i numeri si aggiravano attorno ai “10 e i 30 iscritti giornalieri”.

Pubblicato da edizioni24

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