Pensioni, l’ipotesi per anticipare l’uscita dal lavoro di 4 anni: ecco le novità

Archiviata quota 100 spunta l’ipotesi del mutuo per accadere alle pensioni anticipate. È una delle tante ipotesi che sarebbe al vaglio del governo. Per favorire l’ingresso delle nuove generazioni compare un altro progetto volto ad anticipare l’uscita dal lavoro con uno scivolo di circa quattro anni.  Ma questa ipotesi non sarebbe indolore per i lavoratori: per aderire dovrebbero subire una decurtazione dell’assegno previdenziale mensile.

Come anticipato da Investire Oggi, il progetto offrirebbe la possibilità di ricorrere a fonti di finanziamento complementari che potrebbero beneficiare della garanzia dello Stato. E potrebbero permettere ai lavoratori vicini alla pensione di ottenere dei mutui a tassi agevolati. In sostanza, si tratterebbe di una sorta di pensione anticipata che prevede il pagamento dei rimanenti contributi previdenziali tramite un mutuo utilizzando il Tfr (Trattamento di fine rapporto) come fondo di garanzia. Nel momento in cui il lavoratore arriva a maturare i requisiti richiesti, l’Inps può iniziare a versare la pensione. Però c’è poco da stare tranquilli, perché l’assegno subirebbe un taglio, considerato che l’Inps dovrebbe trattenere una parte per restituire alla banca il mutuo anticipato ed i relativi interessi.

Il Giornale, fa un esempio pratico. Poniamo il caso di un lavoratore che maturi a 65 anni i requisiti per la pensione ma voglia lasciare il mondo del lavoro a 61 anni. Per coprire i 4 anni che lo separano dall’età richiesta per la pensione, il lavoratore potrebbe accedere a un mutuo garantito dallo Stato. La banca erogherebbe così mensilmente un assegno previdenziale fino al raggiungimento dei 65 anni. Da quel momento in poi sarebbe l’Inps ad erogare l’assegno previsto, sottraendo tuttavia da esso la parte di mutuo anticipata per quattro anni dalla banca, comprensiva di interessi. Allo stato attuale è possibile andare in pensione a 61 anni a chi compie lavori usuranti.

Ma sul tavolo ci sono anche altre proposte. I sindacati spingono perché sia introdotta una Quota 41, in sostanza una misura basata sul solo accumulo contributivo di 41 anni, il cui compito sarebbe quello di sostituire Quota 100 ed eliminare il problema dello scalone dei cinque anni.

Pubblicato da edizioni24

Sito a cura di Rita De Marco dal 07/09/2021. Rita De Marco è una studentessa di Napoli, aspirante giornalista, fashion Blogger. Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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