Pedofilia in Rete, due arresti: un prete e una mamma

In cambio di denaro una madre avrebbe fatto prostituire, seppure via chat, il proprio figlio minorenne con un sacerdote di 63 anni. E’ accaduto tra Perugia, dove vive il prete, e il palermitano, dove vive la donna con il figlio minore. I due si sarebbero scambiati anche materiale pornografico tramite i social network. Il prete è finito in carcere mentre la madre del bambino è ai arresti domiciliari.

Per pagare le prestazioni sessuali con i minorenni, via chat, il sacerdote arrestato per prostituzione minorile aggravata avrebbe utilizzato anche i soldi delle offerte dei fedeli. E’ quanto emerge, come apprende l’Adnkronos, dall’ordinanza di custodia cautelare a carico del religioso e della madre di uno dei ragazzini. “Nonostante il minore non si senta bene e prospetti il bisogno di avere dei medicinali, il parroco dimostra noncuranza dello stato psico-fisico del minore, e lo induce ad effettuare ugualmente la videochiamata – scrive il gip Fabio Pilato – Significativo il riferimento ai soldi da parte del parroco: ‘Anche a tuo cognato ieri glieli avrei voluti mandare ma non ho potuto non che non ho voluto.. non ce li avevo e non ce li ho.. se arriva qualche cosa magari vedo cosa posso fare ma sinceramente non ce l’ho..”.

“L’espressione ‘se arriva qualche cosa’, cioè al di fuori dello stipendio ordinario da lui percepito, lascia intendere che per fronteggiare i continui esborsi per le prestazioni sessuali online, il parroco potesse prelevare anche il danaro lasciato dai fedeli per le offerte”, scrive ancora il giudice per le indagini preliminari.

«Padre, niente mi manda a me che sono senza una lira?…”. “No, perché non ho niente ho solo pochi soldi ormai li ho promesso a F. ed anche ad A. tu…questa sera parliamo, va bene?”. “Dieci euro che mi compro le sigarette, padre”. E’ la conversazione tra uno dei ragazzi minorenni che si prostituivano con il parroco di Perugia arrestato dai carabinieri di Termini Imerese (Palermo). Sesso virtuale in cambio di soldi. Come si evince dall’ordinanza visionata dall’Adnkronos. “Ora vediamo, poi parliamo…ok”, dice il parroco al ragazzino che chiede soldi. “Padre a me mi deve dire una parola si o no …”. “Te l’ho detto ora vediamo eh…”. “Caso mai ti mando dieci euro con A., va bene?”. E il minore risponde: “Va bene…”. Il tutto in cambio di sesso via chat e video.

“Facciamo la video chiamata tutte e due soli come l’altra volta… te lo ricordi?”. “Sì, certo…”. E’ il 21 aprile scorso e a parlare sono il prete di Perugia arrestato per prostituzione minorile e un ragazzino di Termini Imerese. I due si mettono d’accordo per una chat per fare sesso a distanza. In cambio di soldi. “Possiamo farla… almeno così… così almeno domani… almeno mi compro le sigarette… perché non ho una sigaretta da ieri sera… […incomprensibile…]…”, dice il ragazzino. “Domani… domani… domani ti mando qualcosa… domani mattina… va bene?”, gli risponde il prete. “Va bene! Ora io finisco di sistemare…”. Poi il religioso chiede come si chiama l’amico del ragazzo. “ma… lui ha detto che era d’accordo… giusto?”, gli chiede. E il ragazzo: “Ah si… però adesso… ora… ora appena arrivo a casa ci parlo io…”. “Ma… è d’accordo o no?”. “è d’accordo… si! Tranquillo… ci parlo io ora arrivando a casa…”. “Ma lui vuole? G. è d’accordo? Penso di no… no?”. “lui è fatto così… va bè… comunque dai… ti… ti… ti scrivo dopo io… dai…”. “Ti voglio bene… ciao”.

“Che l’incontro sessuale a distanza dietro il pagamento della somma di denaro sia effettivamente avvenuto immediatamente dopo lo si evince dalla conversazione del giorno dopo”, scrive il gip nell’ordinanza come apprende l’Adnkronos.

Pubblicato da edizioni24

Sito a cura di Rita De Marco dal 07/09/2021. Rita De Marco è una studentessa di Napoli, aspirante giornalista, fashion Blogger. Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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