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[Operazione Reset – Pat] Capitan Nessuno sulle tracce del Capo Mafia: “Fidarsi di una donna? Bisogna andarci cauti. Meglio restare solo. Fieramente, desolatamente, duramente solo”

Fidarsi di una donna, oggi, è difficile. Affidargli la tua anima, i tuoi scheletri nell’armadio, i tuoi pensieri, i tuoi dolori ma anche il meglio di te ed essere un tutto uno, è complicato. La società è cambiata ed il progresso ha offuscato i veri sentimenti, i valori. Basta un non nulla per buttare giù tutto.

Infatti a Capitan Nessuno ma non solo a lui ma anche ai suoi uomini, c’era stato un altro episodio che gli aveva fatto decidere di non credere mai troppo alle donne, di non prenderle troppo in parola per quanto giurassero eterno amore.

Erano appostati a sorvegliare un condominio in periferia da parecchi giorni, in uno degli appartamenti c’era uno spacciatore molto grosso, sembrava che da lui si rifornisse il figlio di un capo Mafia latitante e loro a quello puntavano. Volevano cogliere il ragazzo con la droga addosso ed arrestarlo e attraverso lui arrivare al padre, era ora di fargli smettere la sua latitanza d’oro.

Ad un certo punto davanti al condominio si era fermata una macchina e ne era scesa una donna che si era diretta al portone disinvolta, le chiavi in mano. Aveva aperto, era entrata e un gelo era corso in tutta la squadra appostata; l’avevano riconosciuta tutti, era la moglie di uno di loro. Nessuno fiatò, nessuno disse nulla ma gli occhi di ttuti rimasero fissi a quel portone, la scena di poco prima che tornava agli occhi, era entrata con una chiave e non abitava lì… il collega era accanto a Pat e lui non lo aveva neppure guardato ma sentiva in lui la tensione, l’ansia, il sospetto. Due ore era rimasta la donna e poi era uscita, accompagnata da un uomo che prima di lasciarla andare l’aveva baciata, appassionato, ricambiato in modo quasi teatrale.

Poi lei risalì in macchina e l’uomo rientrò, per fortuna che non era lo spacciatore! Per lunghi minuti ci fu il silenzio più pesante, poi il collega si allontanò di qualche passo e fece quello che non si deve fare, mai, durante un appostamento: telefonò alla moglie e nessuno osò dire nulla, le orecchie tese di tutti ad ascoltare. Lui parlò in modo normale, come se niente fosse.

  • Ciao, come sta andando la giornata?
    La voce della moglie era squillante, la udivano tutti.
  • Bene. Come mai questa telefonata?
  • Avevo voglia di sentire la tua voce. Dove sei?
  • A casa. Tra poco vado a prendere Michela a scuola per portarla a danza. A che ora rientri stasera?
  • Forse prima del previsto.
  • Bene, ti aspetto.
  • Ci vediamo allora.
  • Sì, ciao, ci vediamo.
    Pat a quel punto aveva annullato l’operazione, inutile continuare l’appostamento, non nelle condizioni in cui erano tutti gli uomini e così erano rientrati al reparto, silenziosi, ognuno che pensava alla propria moglie, a quante volte avevano creduto che fosse a casa mentre forse era con l’amante chissà dove e si erano sentiti tutti nei panni del collega, tutti con la voglia di menar le mani, di urlare la loro frustrazione, la loro rabbia.
    Il collega si era separato subito ma le cose erano andate avanti da mesi. Lei aveva dato la colpa di tutto a lui, al suo dannato mestiere, al suo non poter essere un marito normale, al suo non potersi mostrare, non poter condividere gioie e dolori, al suo vivere da fantasma. E alla fine nessuno dei due aveva ceduto, convinti ognuno di avere ragione e si erano lasciati, amareggiati, sconvolti, cattivi dentro, senza che nessuno dei due facesse un passo verso l’altro, ognuno dei due convinto di avere ragione e che il torto fosse tutto dall’altra parte.

L’episodio aveva convinto ancora di più Pat a lasciar perdere l’amore, faceva solo male. Almeno fino a quel momento, gli aveva fatto solo male. Meglio restare immune, meglio godere l’attimo e poi andarsene, meglio molto meglio.
Meglio restare solo. Fieramente, desolatamente, duramente solo.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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