Onestà, onesta, onestà! Ennesimo grillino a processo per frode: il caso dell’onorevole Giuseppe D’Ippolito

Giuseppe D’Ippolito, avvocato e deputato del M5s, è stato rinviato a giudizio a Lamezia Terme con l’accusa di frode processuale. Ne dà notizia, questa mattina, il Fatto Quotidiano, il giornale più informato sulle vicende dei Grillini, quelli del grido “onestà, onestà“, per intenderci. Il reato sarebbe stato commesso il 7 maggio 2018 in un processo nel quale D’Ippolito è stato condannato per diffamazione nei confronti dell’ex senatore Pietro Aiello. “In quel contesto, D’Ippolito – secondo il legale di Aiello, Nunzio Raimondi – ha prodotto in giudizio una registrazione della conferenza stampa nel corso della quale aveva pronunziato le espressioni che Aiello aveva giudicato diffamatorie, sostenendo di non averle pronunciate. Di seguito, venne prodotto l’originale della registrazione, dalla quale emerse che D’Ippolito aveva effettivamente pronunziato le espressioni offensive”, scrive il quotidiano diretto da Marco Travaglio.

“Tranquilli, non ho occultato né taroccato alcunché, come riconosciuto dal pm, che per me aveva chiesto il non luogo a procedere. Il Gip mi ha invece mandato a processo e lì vincerò al 1000 per 1000”, scrive su Facebook D’Ippolito. “Dovevo raccontarvelo – scrive D’Ippolito -, perché ieri ha fatto scalpore la notizia, piuttosto sospinta dal legale del querelante, del mio rinvio a giudizio per frode processuale. Nel mio caso il reato non esiste proprio e non è nemmeno previsto dal codice penale”.

“La storia è questa – spiega il deputato -, io e l’ex senatore Piero Aiello, che anni fa mi aveva querelato per diffamazione, avevamo portato al giudice due diverse registrazioni di una conferenza stampa in cui vi erano le mie dichiarazioni oggetto della querela. L’avvocato di Aiello sostiene che io abbia taroccato la mia registrazione, che in realtà è un semplice pezzo della conferenza e non l’integrale”. “Questo è tutto – conclude -, ma l’avvocato di Aiello ha avuto fretta di informare i giornali, preferendo tanto la pubblicità personale e molto meno la deontologia. Quando sarò assolto gli sorriderò e gli ricorderò un titolo di Shakespeare, ‘Molto rumore per nulla’”.

Pubblicato da edizioni24

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