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Omofobia, botta e risposta in commissione. Pillon azzanna il Pd: non si può dire “o Zan o morte”

Omofobia, è sempre scontro sul ddl Zan. Soprattutto ora che il fronte a sinistra si incrina. Perché iniziano a levarsi voci in difesa della libertà di opinione e anche voci di chi non gradisce il trattamento riservato dalla legge al concetto di “donna”. Le donne non sono una minoranza da tutelare, la formulazione della legge contro l’omofobia va quindi cambiata.

Il dibattito si fa infuocato e anche al Senato il muro contro muro va avanti. Il senatore leghista Andrea Ostellari, presidente della commissione Giustizia a Palazzo Madama, evita il voto in commissione.”Prendo atto – afferma – della spaccatura fra i rappresentati dei gruppi di maggioranza in commissione e segnalo come questa renda impossibile procedere serenamente con i lavori. Per questo chiedo un confronto politico sul metodo ai presidenti dei gruppi del Senato. Disegni divisivi come il ddl Zan non possono rallentare l’agenda della maggioranza”.

Dal Pd sul tema dell’omofobia fa quadrato. Replica Anna Rossomando:“Sul ddl Zan la Lega fa catenaccio per non discutere il testo. Ma noi siamo determinati a votare per la calendarizzazione alla prossima riunione della commissione Giustizia. È finito il tempo della melina”. Non è da meno la senatrice Valente: “Il comportamento del presidente della commissione Giustizia Ostellari è inaccettabile. Nessuna forza politica può avere diritto di veto, nemmeno la Lega. La commissione Giustizia deve poter votare sulla calendarizzazione del ddl Zan, come hanno chiesto Pd, Leu, M5s, Iv e Autonomie”. Si inalbera Monica Cirinnà che chiede l’intervento della presidente del Senato Elisabetta Casellati.

Controreplica di Maurizio Gasparri che si domanda quale vantaggio vi sia nel creare spaccature nella maggioranza. “Nei giorni scorsi – osserva Gasparri – il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani aveva giustamente detto che bisogna evitare argomenti divisivi che rallenterebbero l’azione del governo e creerebbero evidenti contrasti nella ampia maggioranza che si è formata per affrontare una situazione di emergenza. In questo contesto bene fa il presidente della commissione Giustizia Ostellari a rinviare a riflessioni di maggioranza l’esame di provvedimenti come la cosiddetta proposta Zan, che creano elementi di confusione e che invece di garantire diritti rischia di alimentare veri e propri soprusi”.

E arriva poi la proposta del senatore Pillon: accantoniamo la legge Zan, troppo ideologica, e discutiamo su un altro testo. “Non si può dire ‘o Zan morte’, perché così facendo ci si assume la responsabilità di dividere la maggioranza. Come Lega abbiamo detto sì alla discussione di una decina di provvedimenti proposti da altre forze politiche, mentre ci sono nostre proposte di calendarizzazione sulle quali non ci sono state date risposte”. E conclude: “Non accettiamo imposizioni da Pd e M5S -aggiunge Pillon- che insistono per spaccare le forze che sostengono il governo Draghi. Ci sono una ventina di testi sui quali possiamo lavorare insieme. Perché dunque insistere su testi ideologici, divisivi, inutili e pericolosi come il ddl Zan?”.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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