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Caserta, caso Olga Elisabetta Infante: urla e minacce sotto casa attirano le attenzioni del vicinato: “non me ne frega un ca*** della Polizia, scendi subito o scavalco io. Io da qua non mi muovo”. Interviene la Polizia, la allontanano, ma ritorna… poi la fuga insieme al padre a bordo di una Fiat 600 rossa seguita da una Fiat 500 abarth, nera!

Tanto tuonò che piovve. Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere. Si, perché Olga Elisabetta Infante, la mamma aggressiva e violenta di Ercolano, denunciata non solo per truffa per aver depositato false buste paga, viene denunciata anche per minacce e percosse ai danni dell’ex marito e del figlio. I suoi modi sono da picciotta…

La mamma aggressiva abbandonò il figlio il 19 ottobre scorso (6 mesi), a seguito della sue ossessive gelosie. Vedeva donne ovunque, finanche sotto al letto. Fino ad inventarsi finte percosse subite. La vendetta, premeditata con la sorella già sposata con un pentito di camorra va in scena appunto il 19 ottobre. Tutto a discapito di un bambino, suo figlio. Infatti la sua gelosia sfocia prima nelle menzogne: “mio marito mette la firma dai Carabinieri”. E a furia di dirlo, si convince. Come le donne sotto al letto. Tutto frutto della sua fantasia. O semplicemebte una scusa. Difatti l’ex marito non ha nessuna restrizione giudiziaria. Di nessun genere e grado. (0). Poi la violenza, sia verbale che praticata. Difatti un mese prima della fuga, con precisione il 12 settembre 2020 prende addirittura un coltello da cucina davanti al figlio e l’ex marito è costretto a chiamare la polizia e a denunciare l’accaduto. Non accettò la separazione. Poi le dimostrazioni con il vano tentativo di far ingelosire l’ex marito. La sua ascesa sui social prima di lasciare il tetto coniugale diventano una abitudine. Entra ed esce da casa come se fosse un albergo a 5 stelle. Si assenta fino a due giorni alla volta mentendo sul fine. La ragazza pare essere irrecuperabile. Un fiume in piena. Entra in un circolo vizioso disintetessandosi totalmente del figlio. La vendetta nei confronti dell’ex marito si ripercuote anche sul figlio. Non lo vede da mesi. Non contribuisce ma attribuisce, come giustifica, che i continui rifiuti del figlio siano dovute a pseudo manipolazioni da parte dell’ex marito. Questo il suo bigliettino da visita. Ma fu lei, in una recente telefonata a dire: “vieniti subito a prendere tuo figlio, qua con me non può stare”.

Nomina un legale. Ma è come se non ci fosse. Infatti tra loro è un continuo contraddittorio al punto che in una recente telefonata, la stessa Olga Elisabetta, afferma quanto segue: “lascia stare quello che dice il mio avvocato, non conta niente. Ce la dobbiamo vedere noi“. Cerca, contando sull’appoggio dei familiari, di gestire da sola le sue avventure personali, o disavventure.

Se si tratta di assumersi le sue responsabilità scavalca tutti, finanche il suo legale. Infatti è presa da un ragazzo, e per lui è disposta a tutto. Vede in lui un ancora di salvezza. Il suo obiettivo è la convivenza. Ma non vuole ostacoli. Ed il figlio è un impedimento a tutto ciò. O meglio lo vuole usare a mo di asciugamano, per pulirsi faccia e coscienza all’opinione pubblica.

Dopo circa 7 mesi di assemze, tenta, invano, di riavvicinare il figlio.

Anche perché nei pochi giorni che è riuscita a tenerlo, si fa per dire tenerlo, nella sua casa genitoriale di Ercolano, al piccolo, è accaduto questo:

Totale abbandono e disinteressamento del figlio. Selfie nuda davanti al figlio. Lo picchia e lo chiude fuori la porta al freddo sol perché gli ostacola le uscite col fidanzato. Esce, senza neanche avvisare il figlio. Infatti il bambino subisce l’ennesimo trauma: “la cercavo finanche nei mobili, avevo paura”. Dirà alle autorità. Lo fa assistere a litigi giornalieri. Il nipote, figlio della sorella che vive sotto lo stesso tetto coniugale della Elisabetta, nel 2015 cercò di buttare il bambino , di soli 5 anni giu dal balcone mentre l’ex marito era all’estero. Denunciato dalla stessa Olga Elisabetta, pare sia ancora sotto processo. Insomma, la ragazza ci prova, ma è un colabrodo. Il bambino subisce continui traumi psicologici al punto che la stessa Olga Elisabetta è costretta a chiamare l’ex marito: “vieniti subito a prendere tuo figlio, qua non può stare”. Come dichiarerà la stessa sorella a telefono: “tuo figlio vuole stare con te”. E l’alternativa non esiste. “Pensaci tu”.

Infatti gioca sporco e mente. Ormai è compulsiva. Ma nonostante i suoi tentativi, il bambino non ne vuole proprio sapere di recarsi nella casa degli orrori, dove attualmente vive la mamma: “mi viene la nausea. Mi hai fatto assistere a troppe schifezze. Mi hai chiuso fuori la porta al freddo e mi hai lasciato solo senza neanche avvisarmi della tua assenza per uscire con Francesco.Ho paura”. Forse un amico. Forse il fidanzato. O uno dei tanti frequentatori. Anche se oggi afferma: “ho un nuovo impegno d’amore, a tuo figlio devi pensarci tu”.

Per un attimo sembra di scrivere la storia di Caputo, l’uomo finito in carcere per aver buttato la figlia dal balcone. Il ceto sociale degli Infante, raccontato dal bambino, sembrano gli stessi della famiglia Caputo del Parco Verde di Caivano prima della tragedia. A differenza che in questo caso il bambino ha un punto di riferimento forte, il padre e la famiglia paterna.

Il bambino scoppia. E il 14 aprile, alla presenza dei suoi amici di classe e delle insegnanti racconta tutte le percosse subite. Alle maestre non resta che annullare una riunione con la Elisabetta: “non è affidabile. Il bambino frequenta regolarmente la scuola e lamenta molteplici disagi, episodi avvenuti nella casa genitoriale della mamma”.

Ma nulla di fatto. La mamma continua a giustificarsi puntando il dito contro l’ex marito per una eventuale manipolazione dello stesso nei confronti del piccolo come se i fatti lamentati dal bambino fossero solo frutto della sua immaginazione. Campa a giustificazioni offendendo continuamente la intelligenza di autorità giudiziarie e PM.

Il bambino, è triste a dirlo, ma nonostante viva da circa 7 mesi solo con il padre, è felice, sereno e segue una vita sana. Da quando la mamma è scappata ha riacquistato amici, sport e la sua passione per la musica.

La ragazza, forse male consigliata dalla sorella, ne fa una sfida personale, il bambino, per loro, è un affare, se non porta guadagni non interessa. I 7 mesi di assemze ed il rifiuto del figlio per i molteplici ed incresciosi fatti, lo dimostrano.

Fino all’ultimo episodio avvenuto in data 16/04/2021. La ragazza senza nessun motivo, chiama la Questura di Caserta. Vuole andare a colpo sicuro e inventa le ennesime bugie, è compulsiva: “il mio ex marito non mi fa vedere mio figlio”. Pronto l’intervento delle Pantere che giunti sul posto tentano, in maniera professionale, di tutelare il minore. Ma il bambino lamenta le sue ansie e le sue preoccupazioni: “non voglio andare in quella casa. Voglio restare a casa mia con mio padre”.

Scatta l’ennesima segnalazione. Visto lo scenario, gli agenti non possono fare altro che allontanare la mamma violenta e aggressiva. Ma non finisce qui. Nonostante l’intervento degli agenti e l’allontanamento, la ragazza ritorna e ricitifona: “non me ne frega un cazzo della Polizia, scendi. Io da qui non mi muovo. Altrimenti scavalco”. Ed incolla il suo dito sul citofono. All’ex marito non resta che richiamare le Pantere che mettono in fuga la ragazza. Scatta l’ennesima denuncia in attesa della decisione della Pm che segue il caso.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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