Ok definitivo al ddl Nordio, è legge: abrogato l’abuso d’ufficio

By Lorenzo Grossi

Il ddl Nordio è legge. Questa mattina è arrivato infatti il via libera definitivo da parte dell’Aula della Camera al disegno di legge di iniziativa governativa – a firma anche del ministro della Giustizia – recante modifiche al Codice penale, al Codice di procedura penale, all’ordinamento giudiziario e al Codice dell’ordinamento militare: 199 sì, 102 no e nessun astenuto. A favore del provvedimento, che era stato licenziato nello scorso mese di febbraio dal Senato, hanno votato insieme alla maggioranza di centrodestra anche Azione, Italia Viva e +Europa. Tra le norme più importanti inserite in questa riforma è prevista l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio. “I sì sono quasi il doppio dei no, bene”, ha commentato il Guardasigilli in Transatlantico poco dopo il voto.

Esulta il centrodestra

“La norma sull’abuso di ufficio ha fallito completamente la sua missione”, ha commentato il presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, Ciro Maschio di Fratelli d’Italia, in dichiarazione di voto sul provvedimento. Ci sono stati “oltre quattro tentativi di rimodulazione senza conseguenze” e “quindi il ministro Carlo Nordio ha deciso di percorrere la strada dell’abrogazione del reato”. Maschio ha inoltre sottolineato più volte “l’importanza di questa decisione”.

Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento (Forza Italia) riconda anche quelle norme che prevedono limitazioni all’abuso della pubblicazione delle intercettazioni per i giornalisti, l’inappellabilità delle sentenze di assoluzione per una serie di reati, l’aumento delle pene minime per il traffico di influenze e le misure rafforzano le garanzie per i destinatari delle misure cautelari attraverso l’interrogatorio preventivo. “È l’inizio della stagione delle riforme della giustizia, che si delinea grazie alla bravura ed al coraggio del ministro Carlo Nordio: vince il coraggio di chi si batte contro l’ingiustizia, specialmente quella che si è abbattuta negli ultimi anni su tantissimi bravi ed innocenti amministratori locali”.

Le altre misure previste

Sull’applicazione della custodia cautelare in carcere sarà un collegio di tre giudici, non più un solo magistrato, a decidere, durante le indagini. E prima di esprimersi dovranno interrogare l’indagato, tranne se ricorre il pericolo di fuga, di inquinamento delle prove o se si tratta di reati gravi commessi con l’uso di armi o con altri mezzi di violenza personale. L’informazione di garanzia dovrà obbligatoriamente contenere una “descrizione sommaria del fatto”, oggi non prevista. E la notificazione dovrà avvenire con modalità che tutelino l’indagato. Prima di questa legge, poi, sussisteva anche rischio di nullità sui processi di mafia e terrorismo che era legato al fatto che la legge prevede che i giudici popolari non debbano avere più di 65 anni. Il ddl, con una norma di interpretazione autentica, stabilisce che il requisito anagrafico si riferisce solo al momento della nomina

Insieme all’abrogazione dell’abuso di ufficio c’è la contemporanea reintroduzione del reato di peculato per distrazione all’interno del decreto svuotacarceri.

Il nuovo reato prevede che il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, li destina ad un uso diverso da quello previsto da specifiche disposizioni di legge o da atti aventi forza di legge dai quali non residuano margini di discrezionalità e intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale o ad altri un danno ingiusto, “è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni“.

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