Ok all’accordo Ita-Lufthansa. Giorgetti: “È un successo”

By Gian Maria De Francesco

«È stato un percorso complicato, travagliato e difficile ma coronato dal successo. Un grande successo italiano, tedesco ed europeo»: Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha presentato così ieri in conferenza stampa l’ok della Commissione Ue all’ingresso di Lufthansa nella compagnia aerea Ita attraverso un aumento di capitale da 325 milioni che entro quattro mesi porterà il vettore tedesco al 41% della società nata dalle ceneri di Alitalia.

«Gli italiani non dovranno mettere più miliardi per coprire le perdite di Ita» e non ci sarà «più bisogno di aiuti di Stato», ha ricordato il titolare del Tesoro sottolineando che nello spazio di soli due giorni l’Italia si è meritata i riflettori per due importanti accordi tra pubblico e privato. «Dopo l’operazione della NetCo (la società della rete di Tim ceduta a una cordata guidata dal fondo Usa Kkr; ndr) , la più grande mai conclusa in Europa di questo tipo», adesso le nozze Ita-Lufthansa una «soluzione positiva per Roma, che diventa un hub aereo di riferimento per l’America e l’Asia e per l’Europa».

L’acquisizione di Ita Airways, ha aggiuntro il Ceo di Lufthansa, Carsten Spohr «rafforza l’internazionalizzazione del gruppo; offriamo ai clienti una scelta significativamente più ampia di collegamenti e destinazioni, e con l’hub a 5 stelle di Roma stiamo anche ampliando la nostra offerta premium e collegando al meglio alla nostra rete i futuri mercati strategici a sud dell’equatore». Ita, ha aggiunto, «ci supporterà nell’espandere ulteriormente la nostra posizione di leadership in Europa». Fiumicino sarà quindi il sesto hub di Lufthansa aggiungendosi a Francoforte, Monaco, Zurigo, Bruxelles e Vienna. Anche se socio minoritario fino all’esercizio dell’opzione per acquisire il 100% attraverso un altro aumento di capitale da 504 milioni (da esercitare entro il 2029), Lufthansa avrà la guida operativa del vettore italiano nominando il nuovo amministratore delegato, un ruolo per il quale è in pole position Jörg Eberhart, ex ad di Air Dolomiti, la controllata italiana della compagnia germanica. «Sarà qualcuno che capisce Lufthansa, il settore aereo e l’Italia, perché l’integrazione tra le due compagnie dovrà essere anche culturale. Servono le spalle larghe», ha precisato Spohr. Alla presidenza, invece, dovrebbe restare l’attuale numero uno di Ita, Antonino Turicchi, espressione del Tesoro. Su un eventuale ritorno dello storico marchio Alitalia (che è nel portafoglio di Ita) Spohr si è limitato a dire che «se ne parlerà, ma al momento la priorità e far tornare Ita redditizia», anche se le performance sono migliori delle attese del business plan. Soddisfatti i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl la cui principale preoccupazione è il riassorbimento dei cassintegrati della ex Alitalia nella nuova realtà quando questa tornerà effettivamente redditizia..

Giorgetti ha più volte rimarcato nel corso della conferenza stampa la fine di una storia quarantennale (quella sul partner della che ha anche «animato il dibattito nella pubblica opinione», «un percorso complicato e travagliato» che ha portato all’approdo in Lufthansa, un «soggetto altamente affidabile», che permetterà all’Italia di «essere parte di un gruppo grande e che dà garanzie». La svolta di questa operazione, che si trascinava da oltre un anno, è arrivata un po’ a sorpresa in quanto il commissario Ue all’Antitrust, Margrethe Vestager (non insensibile alla palese ostilità della transalpina Air France all’integrazione) ha contenuto le pretese nei confronti delle due compagnie (vedi articolo sotto) a una rinuncia ad alcuni slot a Milano Linate e all’apertura di alcune rotte di medio raggio in Europa e di alcune destinazioni negli Usa e in Canada alla concorrenza. «Ci deve essere un cambiamento di prospettiva», ha ribadito Giorgetti evidenziando come la Commissione Ue sia stata troppo ancorata «a un concetto di mercato fermo a quarant’anni fa, mentre oggi le sfide sono globali e bisogna creare realtà in grado di reggere questa competizione».

Vestager, ovviamente, ha tirato acqua al suo mulino. «Abbiamo valutato con molta attenzione» l’operazione, «era necessario evitare che i passeggeri finissero per pagare di più o ritrovarsi con servizi di trasporto aereo minori e di qualità inferiore su determinate rotte in entrata e in uscita dall’Italia», ha detto, spiegando che il pacchetto di rimedi proposto da Lufthansa e dal Mef «risponde pienamente alle nostre preoccupazioni in materia di concorrenza». Il presidente Ita Turicchi ha evidenziato che questa «è stata un’operazione guidata dalla logica perché l’Europa per poter competere nel mercato mondiale ha bisogno di rafforzarsi ed è un’operazione a favore del mercato». Il presidente ha poi rassicurato che «Ita ha oltre 400 milioni in cassa, quindi faremo ritrovare» a Lufthansa «una cassa in ordine in modo che il matrimonio sia di lungo termine».

Per il numero uno del Tesoro la sfida non è, però terminata. L’obiettivo è raggiungere la soglia dei 20 miliardi di entrate da privatizzazioni nel triennio 2024-2026 prevista dalla Nadef. «I numeri sono confermati», ha detto. La prossima tappa si chiama Monte dei Paschi.

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