Occhio alle truffe telefoniche dal numero 351******56, il consigliere Chietini avvisa la comunità, e spopola anche a Napoli

È il presidente del Consiglio Comunale, Andrea Chietini, ad avvisare la comunità circa il rischio “truffa telefonica”.

Tutto parte con la segnalazione di alcuni cittadini che hanno contattato il consigliere segnalando a lui di essere stati raggiunti telefonicamente da un numero di cellulare con prefisso 351:****8**56 l’interlocutore si qualificava come un addetto alla segreteria o comunque dipendente del Comune di Arpino, offrendo riduzioni sugli abbonamenti e sulle utenze.

Così avverte Chietini «Attenzione ai contratti truffaldini proposti attraverso sconti o riduzioni sulle bollette. Si invita la cittadinanza a diffidare da simili chiamate e mantenere alta la guardia nei confronti di queste truffe. Nessun dipendente del Comune di Arpino sta chiamando per simili iniziative».
Andrea Chietini aggiunge di aver provveduto ad informare le Forze dell’Ordine, fornendo loro il numero telefonico completo.

Gli fa eco un altro Alpino, Francesco, questa volta da Napoli, che avverte: fate attenzione a questo numero con prefisso portoghese “351******56, è dal 25 ottobre 2020 che chiama alcuni cittadini dell’area vesuviana e propone addirittura incontreri segreti in cambio di sesso. La donna, prima di incontrare i mal capitati, di cui hanno denunciato i fatti attraverso talebani di chiamate in entrata e in uscita, ne chiedeva compenso economico attraverso una ricarica posta Pay o altre modalità di accredito per poi disertarne gli incontri. La donna prontamente rintracciata, credendo di farla franca, dovrà ora rispondere di truffa aggravata e continuata. Chi ha consumato è stato regolarmente denunciato per favoreggiamento alla prostituzione.

insomma, prestate molta attenzione a questo prefisso telefonico che, molto spesso viene intestato ad altri utenti per fini di truffa. Il consiglio? Non rispondere!

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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