Monte Grappa Bike Day, a Bassano Calcagni conquista i cuori, e a ith24: “La salita è non arrendersi mai”. Poi il messaggio di Diego: “Oh mio Colonnello, lei sa che i forti non sono amati..”

Redazione

Il Colonnello del Ruolo d’Onore Carlo Calcagni in cima al Monte Grappa per onorare i caduti. E a ith24, nota: “E’ stato un privilegio ricordare tutte le vittime del dovere”.

Il Colonnello Calcagni è sempre in prima linea. Il suo motto è “Non arrendersi Mai”, e durante la cerimonia sul Sacrario Militare Monumentale, dopo aver deposto la corona d’alloro che ha portato con onore, chiosa: “Per raggiungere il rifugio Bassano e onorare i propri cari e tutti i caduti, non soltanto del Monte Grappa ma tutte le vittime del dovere, di ogni luogo ed ogni tempo. Per me è stata un’emozione unica che ciascuno porterà nel cuore per non dimenticare”.

Poi ribadisce l’importanza del suo motto “Mai Arrendersi”: “Per me è stato un grande privilegio diffondere il mio messaggio “Mai Arrendersi”, perché la vera sfida è sempre con sé stessi, mai contro gli altri. E quando la intraprendi devi sempre sapere per chi tornare, altrimenti è destinata ad essere solo un pericolo. Il Monte Grappa Bike Day ha regalato a tutti i partecipanti la possibilità di affrontare l’ascesa in un clima di condivisione, unico e incomparabile”

Ma quello che colpisce del Colonnello Calcagni, è la sua metafora sulle “salite”: “Può capitare di cadere a terra: raccogli tutte le tue forze e rialzati, fai tesoro di ogni briciola di grinta che ti resta e usala per andare avanti. Non fermarti a metà strada. Non c’è tempo da perdere. Non c’è un secondo da sprecare. Solo chi trova il coraggio di seguire le proprie emozioni, di vivere i propri sogni, di amare e andare avanti, sempre e comunque, nonostante tutto e tutti, può lasciare una traccia indelebile della propria esistenza”.

Carlo è arrivato lassù nonostante i problemi meccanici riscontrati lungo il percorso sul suo triciclo. La pendenza della salita in alcuni punti era del 18% ed, a causa dello sforzo necessario per avanzare con il suo pesante mezzo, ha persino spezzato la catena e rotto il cambio posteriore: “La salita è fatica, è sudore. E’ il cuore che batte sempre più forte, il respiro che si accorcia e ansima, le gambe che si induriscono. La salita – continua Calcagni – è tenacia, è voglia di farcela, è resistere”. Una metafora della vita quando si affrontano le difficoltà: “E’, soprattutto, non arrendersi mai. La salita verso cima Grappa è stata proprio così. Dalle situazioni difficili si può trovare l’opportunità per vivere una grande vita, con orgoglio e dignità, camminando sempre a testa alta senza paure. E se hai paura del tempo, c’è solo un modo per fregarlo: metterci dentro tutta la vita che vuoi. Ed io non mi arrendo. Indosso nuove ali e ricomincio a volare. Come dice Mehmet Murat İldan, per essere un faro, devi essere così forte da resistere a ogni forma di tempesta, a ogni genere di solitudine e devi avere una luce potente dentro di te”.

Infine, il messaggio di Diego al Colonnello Calcagni:

“Oh mio Colonnello.

Colonnello lei sa che i forti non sono amati.
Sono scomodi, sono poco manipolabili.
Lei sa che i forti sanno sentire se stessi, conoscono i loro diritti e non sono disposti a rinunciarvi.

Lei sa che i forti sanno essere felici malgrado tutto, hanno delle radici potenti che non si possono estirpare.

Non è facile distruggere i loro principi, la loro dignità, la loro fiducia in se stessi.
I forti sono in grado di sostenere qualsiasi verità, i colpi del destino, la tortura del tradimento e le tempeste delle proprie emozioni.

Lei sa Colonnello
che i forti non hanno paura del dolore, hanno già attraversato il loro inferno personale e sanno trasformare le ferite in saggezza.

Grazie per l’esempio, la dignità, l’onore e l’amor di patria che potrò, con orgoglio, insegnare ai miei figli.

Con stima ed affetto,

Diego”.

Il libro autobiografico del Colonnello Calcagni è disponibile sul seguente link:

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Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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