Minacce di morte alla Meloni: denunciato un 27enne. La solidarietà al premier

Identificato e denunciato dalla polizia l’autore delle minacce di morte al presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni e a sua figlia. Su disposizione della Procura di Siracusa, il personale della polizia di Stato ha eseguito una perquisizione nei confronti di uomo di 27 anni, disoccupato, residente nella provincia aretusea, indagato per violenza privata aggravata nei confronti del presidente del Consiglio.

In particolare, gli operatori del Servizio Polizia Postale di Roma avevano rilevato sull’account ufficiale Twitter del presidente del Consiglio la pubblicazione di messaggi di minacce di morte finalizzati a evitare l’eliminazione del reddito di cittadinanza. Nonostante l’utente utilizzasse uno pseudonimo, le attività tecnico-investigative hanno permesso l’identificazione dell’uomo.

L’autorità giudiziaria ha disposto la perquisizione domiciliare ed informatica nei confronti dell’uomo. Gli operatori specializzati del Centro di Sicurezza Cibernetica Sicilia Orientale della Polizia Postale e della locale Digos hanno proceduto al sequestro di apparecchiature informatiche e dell’account social utilizzato.

E intanto continuano ad arrivare al presidente del Consiglio messaggi di solidarietà. Il ministro per le Riforme Istituzionali e la semplificazione normativa Elisabetta Casellatiesprime tutto il suo “sdegno” e il suo «sconcerto per le ennesime e gravissime minacce rivolte a Giorgia Meloni, che non risparmiano nemmeno la piccola figlia Ginevra. Con questo episodio è stato superato ogni limite. Usare come bersaglio dell’aggressione politica persino una bambina è semplicemente ripugnante. Queste parole cariche di odio non possono più essere ignorate. Perché il clima cambi e cessi questa spirale di violenza verbale serve un impegno vero da parte di tutte le forze politiche che devono prendere le distanze da chi fomenta e chi usa minacce e insulti come unica arma di opposizione. La mia solidarietà al Presidente del Consiglio e alla sua famiglia per quanto successo».

«Un abbraccio a Giorgia Meloni e sua figlia per le gravi minacce subite. Parole intrise di odio molto preoccupanti». È quanto scrive su Twitter il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Se qualcuno pensa di condizionare l’azione di questo governo con la violenza si sbaglia di grosso – prosegue il tweet – Mi auguro una condanna trasversale verso l’accaduto».

«Apprendo con sconcerto delle gravissime minacce giunte via social contro il presidente Giorgia Meloni. Se c’è un limite oltre il quale nulla può essere più derubricato, oggi quel limite è stato ampiamente superato». Lo dichiara il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. «Arrivare a intimare la morte e non escludere dalle minacce nemmeno le persone più care alla premier è agghiacciante. Ed è il frutto di un clima di tensione e di odio che va subito stroncato. Mi auguro che questo episodio faccia riflettere tutti e venga condannato con determinazione senza alcun distinguo», conclude Bernini.

Solidarietà anche dal presidente della Regione siciliana, Renato Schifani: «Al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, fatta bersaglio assieme alla figlia di violenti attacchi via social, vanno i miei più profondi sentimenti di solidarietà e di rinnovata stima per l’azione che sta portando avanti anche sulla necessaria rivisitazione del reddito di cittadinanza».

«Le gravi minacce alla presidente del Consiglio e a sua figlia sono un atto vile e inaccettabile. Di fronte a questo nuovo attacco, ribadiamo la nostra ferma condanna a ogni violenza, in qualsiasi forma si manifesti, ed esprimiamo la nostra solidarietà a Giorgia Meloni e alla sua famiglia». Lo dichiara a nome delle deputate e dei deputati democratici la capogruppo alla Camera Debora Serracchiani. Dal canto suo, Roberto Speranza su Twitter scrive: «Le minacce alla vita dei familiari sono oltre ogni limite. Solidarietà a Giorgia Meloni».

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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