Meloni riempie Caserta, ma a qualche disturbato va alla testa, Giorgia: “Fate come me, non ve li filate. Cercano l’incidente”. E attacca la Lamorgese

Giorgia Meloni arriva a Caserta per l’ennesimo comizio e confessa alla folla che la attende: “Ve lo dico perché siamo tra amici, sono stanca. Non posso fare quegli urli per i quali sono famosa nel mondo…”. Quindi parla della sinistra che ha il terrore di perdere il suo sistema di potere. E’ un tasto sul quale la leader di FdI ha battuto durante tutto il suo tour elettorale. Da un lato della piazza si leva qualche urlo di un gruppetto di contestatori. Lei fa finta di niente e prosegue. Parla del reddito di cittadinanza e ribadisce quelle che sono le critiche di Fratelli d’Italia. La piazza si scalda: tra sostenitori, la stragrande maggioranza, che applaudono e isolate grida di disturbo

“Non ci credo – afferma Meloni al popolo di Caserta –  che vi accontentate, che una regione come questa si accontenta, non ci credo che una regione nella quale c’è un’università tra le più antiche del mondo, che ha strutture e prodotti d’eccellenza si accontenti del reddito di cittadinanza”.

A un certo punto, dopo venti minuti dall’inizio del discorso, mentre meloni sta parlando del caro bollette, qualcuno tra i sostenitori accenna a una reazione contro il gruppetto che contesta. La leader FdI si interrompe: “Allora, fermi tutti, vi prego – grida – lasciateli stare, stanno cercando questo, la sinistra vuole questo, vuole che ci siano degli incidenti, per dire che noi siamo provocatori”.  “Per me – continua – possono strillare quanto vogliono, non me li filo per niente. Voi non li guardate, se voi vi girate loro hanno ottenuto il loro risultato. Poi stasera chiederò di nuovo al ministro Lamorgese se si può fare una campagna elettorale così perché adesso mi sono stufata. L’incompetenza è una cosa, ma c’è un livello oltre il quale uno deve pensare che lo stanno facendo apposta…”. Un duro attacco al Viminale per poi continuare col comizio sempre interloquendo con la folla che la applaude. E sempre con l’ironia che la contraddistingue: “Non mi fate gridare che ora mi fanno quelle foto in cui urlo e ho le vene di fuori che sembro una pazza”.  E alla fine ringrazia e dice: “Fatemi tornare a casa prima che mia figlia si addormenti…grazie”.

Pubblicato da edizioni24

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