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Marco Travaglio perde la faccia, la spara grossa: “I successi di Draghi? Merito di Conte”

Marco Travaglio non ha ancora dismesso il velo nero. La vedova di Conte per antonomasia, pur di dispensare nostalgia per l’ex premier, è pronto persino a negare l’evidenza. Se infatti, ai tempi del Conte II, specie nella sua versione pandemica, ogni minima iniziativa del governo veniva spacciata per la moltiplicazione dei pani e dei pesci, ora l’avvocato del popolo ha raggiunto dei livelli di beatificazione tali che per Travaglio anche i meriti di Draghi sarebbero in realtà di Conte, pur non essendo più a Palazzo Chigi da tre mesi.

Ospite di Otto e Mezzo da Lilli Gruber su La7, il direttore del Fatto, alla domanda precisa della conduttrice “I passi avanti degli ultimi giorni sono merito di Mario Draghi?”, risponde: “Il merito è di tutti noi che abbiamo rispettato abbastanza bene le regole, regole che erano state fissate dal governo precedente”. E i miglioramenti, frutto del “rischio calcolato” professato da Draghi (che secondo i virologi catastrofisti sarebbe dovuto costare migliaia di vittime) sarebbero in realtà fisiologici: “Tutto il mondo esce dall’emergenza e torna alla normalità. Anche l’anno scorso era accaduto in questi giorni, la bella stagione, la fine della prima ondata. Questa volta speriamo di non averne una prossima. La grande differenza è che abbiamo i vaccini”.

Il capovolgimento della realtà, quindi, è servito: prima le misure erano giuste ma gli italiani erano irresponsabili, ora le misure non hanno nulla di innovativo (quando invece Palazzo Chigi si è assunto dei rischi) e gli italiani sarebbero addirittura diventati dei santi.

Senza più un briciolo di vergogna, Travaglio arriva persino a sostenere che la campagna vaccinale gestita da Domenico Arcuri fosse migliore di quella attuale, capitanata dal generale Figliuolo: “Sui vaccini c’è stata una battuta d’arresto col cambio del commissario. A gennaio facevamo più vaccini in assoluto e anche in proporzione alla popolazione rispetto a Germania, Francia e Spagna, i grandi paesi europei. Adesso ci hanno superato tutti e tre, nonostante l’annuncio delle 500mila dosi. Ancora oggi la media giornaliera non è 500mila. Poi è chiaro, prima o poi ci vaccineranno tutti, ma ne mancano ancora parecchi rispetto alla tabella di marcia promessa”.

Innanzitutto nell’ultima settimana la media è stata addirittura superiore (negli ultimi 7 giorni è stata di 501.971 inoculazioni), ma come se non bastasse Travaglio dimentica pure che la campagna ideata da Arcuri prevedeva i ridicoli hub a forma di primula, le difficoltà nella ripartizione regionale delle dosi e una carenza endemica di sieri che solo le imposizioni del governo Draghi hanno impedito finissero distribuite prima in giro per il mondo e poi da noi.

Insomma, il feticismo di Travaglio per Conte non solo si traduce in una mistificazione della realtà, ma le capacità di San Giuseppe da Volturara Appula sarebbero così devastanti da riuscire in un primato senza tempo: fino ad ora, in tutta la storia repubblicana, tutte le “colpe” dei governi si sono sempre fatte ricondurre alle gestioni precedenti. Conte invece sarebbe così miracoloso che oltre ai suoi (presunti) meriti sarebbe responsabile anche di quelli degli esecutivi successivi.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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