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M5s, parte la rivolta interna dei “300 euro” contro Davide Casaleggio

Caos all’interno del Movimento 5 Stelle. Davide Casaleggiosfida i grillini: “Il vero organo collegiale decisionale del Movimento sono sempre stati gli iscritti”. Una frase che innervosisce i grillini. Le chat. dei deputati e dei senatori si infiammano. Secondo La Stampa i pentastellati si chiamano a vicenda, per contarsi e organizzare quella che una fonte definisce la “grande rivolta dei 300 euro”, ossia il contributo che ogni eletto, da contratto firmato al momento della candidatura, è costretto a destinare all’Associazione Rousseau che gestisce l’omonima piattaforma, presieduta da Casaleggio jr.

Sempre secondo il quotidiano sono almeno 80 i Cinque Stelle pronti allo sciopero già da settembre. Insomma, un modo per strappare al figlio di Gianroberto la piattaforma e il controllo del M5S.

In molti tra i direttivi si chiedono a che titolo parli Casaleggio. Per loro fissare un appuntamento a ottobre vuol dire svuotare di senso gli Stati Generali di cui si attende ancora una data. “Ci siamo trovati a Ferragosto, periodo simbolo delle porcate politiche della Prima Repubblica, con un personaggio ormai alieno rispetto al M5S, il signor Casaleggio, che si inventa una votazione sentendo esclusivamente Crimi, il quale solo formalmente è capo politico (doveva essere reggente per 30 giorni)” tuona il senatore Emanuele Dessì. A farsi strada in questo Movimento allo sbando è Luig Di Maio. A lui si appellano deputati e senatori affinché Casaleggio jr, unico ostacolo rimasto per il superamento definitivo del tetto dei due mandati a livello nazionale, venga estromesso.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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