L’Italia con Conte è una macchietta mondiale Ha fallito su tutto, ma vuole commissariare la Lombardia

By Gaetano Daniele

Ormai il coronavirus ha aperto un campo di battaglia. Da un lato il premier Giuseppe Conte, che ha collezionato solo brutte figure, colpevole di avere sulla coscienza i tanti contagi e i tanti morti a causa dei ritardi nel contenere il virus. Dall’altro lato invece, i governatori del nord, Fontana e Zaia che, tra mille difficoltà e con qualche piccolo errore, sono riusciti a contenere i disastri di Conte di Casalino & Co. Ma Conte non ci sta ad essere il ciuccio numero uno. E senza dignità, ha dichiarato guerra a Fontana. E prepara il terreno per la battaglia finale che comunque nemmeno potrà cominciare per la credibilità che ormai ha perso. Gli italiani, per fortuna, gli hanno voltato le spalle. E a confermarlo sono le ultime proiezioni della Ghislieri.

Al premier Conte piacerebbe commissariare le regioni del nord anziché solidarizzare con loro, manda avanti Rocco Casalino e altri parlamentari che temono di tornare a casa di mamma e papà. Poi, come se non bastasse, ci si mette pure Romano Prodi alias “Er mortadella” che manda avanti i suoi disoccupati: le Sardine, che trasformano le tragedie degli italiani ed il fallimento di questo sciagurato governo, in una partita a PS4.

Al premier Conte e a Ricco Casalino, ma come alla Taverma e a Di Maio, se non vogliono tornare disoccupati subito, e vogliono godersi qualche altra mensilità alle spalle e sul sudore della povera gente, non conviene proseguire un’azione scellerata. Sarà la magistratura a stabilire nel 2080, se tutto va bene, se ci sono responsabilità nella pandemia che viene dalla Cina e ha mietuto oltre ventimila morti accertati tra i nostri connazionali, per non parlare di quelli che sono morti dentro le loro case e che non sono stati aggunti alla lista nera di Conte.

Anche perché semmai dovrebbe far muovere il suo Guardasigilli a “ispezionare” una numerosa serie di realtà regionali del tutto ignorate dallo stesso governo, dovrebbe mandarle anche nella regione Lazio del suo alleato Zingaretti, e allora che facciamo, commissariamo pure Zingaretti? Fosse per me lo manderei sulla Luna, insieme alla Raggi. Anzi. Se proprio vogliamo dirla tutta, mentre nel Lazio si moriva di virus, e mentre Zingaretti si dava malato, che poi neanche ci credo, si collezionavano nomine e aumenti di stipendi, come al suo amico cerimoniale. Ma tutti zitti.

E non si scordi di mordersi la lingua la prossima volta che dovesse pronunciare che “la situazione è sotto controllo”. Sotto controllo un cazzo, caro Conte.

Perché era sempre Conte a polemizzare nei primi giorni di febbraio con quelle regioni del nord che sollecitavano la quarantena a chi arrivava da fuori Italia, mentre il premier pensava che la soluzione fosse nel blocco dei voli diretti con la Cina. Ed era il ministro della Salute Speranza, che dal suo amico comunista, amico di Veltroni, dichiarava che in Italia nessuno doveva preoccuparsi perché non c’erano rischi di contagio. Col cazzo non c’erano rischi di contagi, siamo a oltre 20 mila morti ufficiali, forse 50 mila ufficiosi.

Gli italiani sono stati molto più solidali con la Lombardia rispetto a larga parte di una classe politica che punta solo a criminalizzare l’avversario. Il tutto sotto la regia di un Pd che spara all’aria per non farsi scoprire quaggiù. Ma le bugie hanno le gambe corte e le corna lunghe, e prima o poi vengono a galla, anche perché nessun cappello le potrà nascondere……

Pubblicato da edizioni24

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