L’influenza parte col botto: 2,5 milioni di casi, i bambini i più colpiti. Il picco in 3 regioni

L’influenza in Italia corre veloce. Anzi, per dirla con le parole del virologo Bassetti, «è partita a razzo». E un report dell’Iss lo certifica a suon di numeri e proporzioni che danno un quadro in aumento esponenziali dei casi, segnalando i bambini tra i soggetti più colpiti e 3 regioni in cui si registra un’incidenza che ha fatto scattare l’allerta. E allora vediamoli questi dati del rapporto Influnet dell’Iss, a partire dai riscontri che indicano dove e quanto «cresce sensibilmente il numero di casi. E allora: nella settimana 21-27 novembre, l’incidenza è pari a 12,9 casi per mille assistiti (9,5 nella settimana precedente). I casi stimati sono 762mila, per un totale di circa 2.552.000 casi a partire dall’inizio della sorveglianza».

E ancora. A trainare i contagi sono i bambini: «Risultano maggiormente colpite le fasce di età pediatrica, in particolare i bambini al di sotto dei cinque anni di età, in cui l’incidenza è pari a 40,8 casi per mille assistiti. Era di 29,6 nella settimana precedente», precisa l’Iss. L’incidenza «nella fascia di età 5-14 anni è 25,02 per mille assistiti. Mentre nella fascia 15-64 anni è pari a 10,10. E tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni a 5,04 casi per mille assistiti».

Infine, sono tre le Regioni: Lombardia, Emilia-Romagna e Umbria, quelle ad essere più colpite dall’influenza. Con «un’incidenza che ha superato la soglia del livello di entità molto alta». Nella mappa Influnet le tre regioni sono evidenziate con il colore rosso intenso. La provincia di Bolzano, il Veneto e le Marche hanno una incidenza da rosso, poco sotto il livello di entità molto alta e a rischio di superarlo. Mentre tre Regioni (Campania, Calabria, Sardegnanon hanno attivato la sorveglianza Influnet.

Anche Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive ospedale Policlinico San Martino di Genova, commentando i dati dell’influenza non può non rilevare che: «l’influenza è tornata peggio di come ci aveva lasciato nel 2019. Ed è partita a razzo: siamo tornati alla forza propulsiva dell’influenza del 2009, con numeri alti anticipati rispetto alla stagione. Abbiamo numeri importanti già a fine novembre. Sicuramente oggi fa paura anche per tutto quello che si porta dietro con una quantità di virus paninfluenzali. Patologie da pneumococco. E anche polmoniti. Qualcuno dice rimettiamo le mascherine: io dico assolutamente no. Questi microorganismi devono circolare e hanno sempre circolato».

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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