L’ennesimo appello inascoltato delle Forze dell’ordine: “Siamo stremati…”

Uno scatto postato sui social è bastato a rilanciare l’emergenza sicurezza nella Capitale. Non che ce ne fosse bisogno viste anche le notizie che negli ultimi giorni vengono pubblicati sulla stampa nazionale. L’ultimo fermo-immagine immortala un immigrato, di spalle, mentre se ne va a spasso per un vagone della metro A. È completamente nudo. Di lui non si sa altro, ma fa il paio con un altro esibizionista (anche lui extracomunitario, anche lui completamente nudo) che il giorno dell’Immacolata si è dato una rinfrescata nella fontana di piazza della Repubblica.

Gli agenti, per riuscire a fermarlo, hanno dovuto usare i manganelli scatenando imbarazzi tra i benpensanti che credono che certa gente possa essere fermata con le buone maniere.

In Italia il dossier sicurezza non viene mai chiuso. Negli ultimi giorni, complice anche l’approvazione della legge di Bilancio, è tornato all’ordine del giorno. Alcuni episodi, all’apparenza tutti di cronaca locale, hanno riacceso l’emergenza. Se i due nordafricani nudi in giro per la Capitale possono al massimo suscitare qualche risolino e una massiccia dose di indignazione, il nigeriano che mena di brutto e minaccia i passanti armato di coltello fuori dalla stazione Termini (sempre a Roma) ha sicuramente avuto un impatto maggiore sull’opinione pubblica. Alla fine le forze dell’ordine sono sì riuscite ad arrestare il 36enne, ma il rischio di finire accoltellate è stato altissimo. “Dove cazzo sono i taser?”, ha commentato Pasquale Griesi, segretario provinciale di Milano del sindacato Fsp della polizia.

L’immigrazione incontrollata influisce pesantemente sull’emergenza sicurezza. I numeri del 2021 sono impietosi: quest’anno, stando ai dati forniti dal ministero dell’Interno e aggiornati all’inizio del mese in corso, sono già sbarcati sulle coste italiane oltre 63mila clandestini a fronte dei 33mila del 2020. A questi, poi, vanno ad aggiungersi quelli entrati illegalmente lungo il confine est, in Friuli-Venezia Giulia. molti di questi sono fantasmi di cui le forze dell’ordine perdono le tracce finché non riappaiono mesi o addirittura anni dopo in fatti di cronaca nera. È il caso del 27enne marocchino, in Italia senza permesso di soggiorno, che insieme a un 21enne italiano ha stuprato una ragazza sul treno Milano-Varese. “Mi ha dato un pugno all’occhio”, ha raccontato la 22enne agli inqurenti come riportato nei giorni scorsi dal Corriere della Sera. “Mi ha dato un morso, mi scaraventava contro il sedile, mi tirava i capelli, mi ha dato altri pugni…”. Un incubo.

Per le forze dell’ordine è pressoché impossibile pattugliare tutte le stazioni ferroviarie del Paese. Ancora più difficile farlo con i treni, a maggior ragione se sono locali. I trasporti, però, non sono l’unico nervo scoperto. Lo dimostra cosa è successo martedì notte al cantiere di San Didero quando un centinaio di antagonisti provenienti anche da altre città e coordinati dal centro sociale Askatasuna di Torino ha attaccato gli agenti in presidio. Contro di loro sono piovute pietre, bombe carta e fuochi d’artificio. Un carabiniere è rimasto ferito. “Tutto ciò che il personale è stato chiamato a fare in più a causa del Covid è andato ad aggiungersi alla mole di lavoro già esistente”, dice al Giornale.it Valter Mazzetti, segretario dell’Fsp polizia. Il nodo arriverà al pettine con l’incremento dei controlli per via del super Green Pass. “È stato detto senza mezzi termini che i servizi per il certificato verde avranno la precedenza e gli sarà dedicata una fetta importante di tempo e uomini – fa notare Mazzetti – ma deve essere chiaro che la ‘moltiplicazione dei pani e dei pesci’ non è di questa terra: se metti qui, togli da qualche altra parte”.

Per garantire l’ordine pubblico servono dunque risorse, ma non ce ne sono. “Investire in sicurezza e tutelare le Forza di Polizia è un dovere”, ha commentato il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, lamentando che nella legge di Bilancio i fondi destinate alle forze dell’ordine “sono pochissime”. Basta guardare ai 49 milioni di euro inseriti nel decreto ieri analizzato in Cdm e destinati agli straordinari degli operatori di polizia impegnati nell’emergenza Covid nel secondo semestre 2021. Sembrano tanti, ma per l’Fsp polizia sono cifre “irrisorie rispetto al lavoro fatto”. I conti sono presto fatti. “Se contiamo gli straordinari per l’ordine pubblico negli stadi, quelli per le manifestazioni no green pass, quelli per le partite dell’Europeo e per i festeggiamenti della vittoria degli azzurri, in un semestre sono state impiegate il doppio delle risorse umane”, spiega Andrea Cecchini, segretario di Italia Celere. “Gli operatori sono sempre gli stessi che vengono spostati su e gù per l’Italia, sempre a tappare dei buchi”. A questo va aggiunto anche il fronte della Tav, focolaio di scontri tornato nelle ultime ore a farsi caldo ma mai davvero “spento”. E ovviamente l’emergenza sbarchi, “che occupa tutti i reparti e le questure del Sud Italia vicine alle coste”. Un inferno.

Solo per fare un esempio, i reparti mobili “hanno accumulato una marea di riposi non goduti”. Situazioni impressionanti, che il Covid ha solo peggiorato. Gli agenti anziché riposare una volta alla settimana, come previsto, riescono a staccare la spina solo una volta al mese. “Ci sono operatori che hanno lavorato anche per 20-25 giorni consecutivi, servizi notturni compresi”, aggiunge Cecchini. Diversi agenti in coro riassumono l’attuale situazione con due parole: “Siamo stremati”. Da quando c’è il Covid, ci sono operatori che dopo aver fatto la notte attaccano un nuovo giro mattutino. Turni di 12 ore consecutive, a volte con la tenuta antisommossa addosso. E lo stipendioça va sans dire, è da fame. “Gli straordinari vengono pagati due spicci e molto meno dell’orario ordinario”, spiega Cecchini, diciamo in media 6-12 euro lordi l’ora. Alle volanti a Roma non vengono pagate più di 12 ore al mese, anche se poi ne lavorano il triplo. L’extra finisce “a riporto”, quindi verrà pagato chissà quando. A dicembre, per dire, dovrebbero versare le ore in eccedenza del secondo semestre del 2020: un anno fa. “I poliziotti stanno in strada, rischiano la vita, prendono schiaffi, bottigliate a coltellate – dice Cecchini – sapendo che gli straordinari verranno erogati chissà quando”. Indegno. Ma per Mazzetti è solo il solito “vecchissimo trattamento al limite del miserabile”.

Pubblicato da edizioni24

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