L’elevato Beppe Grillo torna in campo: alleanze, doppio mandato e Conte? La linea M5s

Come in ogni crisi del M5s da che Movimento fu, non manca il pronto intervento dell’elevatissimo Beppe Grillo. Il co-fondatore del “grillismo” è infatti tornato a diffondere il suo verbo. E lo ha fatto direttamente dal suo tanto amato Blog delle Stelle con un’intervista a sé stesso. Quasi a rimarcare la difficoltà dei media italiani nel comprendere le mosse dello stesso comico genovese. In una sorta di metaintervista – abbellita da un fotomontaggio che ritrae Grillo e Conte nei panni dei protagonisti di Ritorno al futuro -, il leader pentastellato ha parlato di tanti temi. Dal rapporto con Giuseppe Conte, fino al futuro della sua creatura politica.

“Come va il tuo rapporto con Conte? Ottimamente” – esordisce così Beppe Grillo -. Come si fa ad avere un cattivo rapporto? Ci ho provato ma non ci sono riuscito: non si scompone mai, ogni parola si scioglie… Siamo d’accordo, però, che non vogliamo scioglierci anche noi. Ripartiremo da antenne puntate sui cittadini e da un’azione politica diversa. Siamo nati come irregolari che sognavano di cambiare il sistema”. 

Secondo il comico genovese, con l’ex premier ci dovrà essere lo stesso rapporto instaurato con Gianroberto Casaleggio, l’altro fondatore del Movimento Cinque Stelle. “Mi piacerebbe riprendere a fare gli stessi incontri che facevamo con Casaleggio. Quindi non solo con Conte, ma anche chi vuole darci una mano a tracciare la rotta dei prossimi anni. Sono proprio questi incontri che ci hanno portato a diventare la prima forza politica del Paese“.

Beppe Grillo, nella sua auto-intervista, non si nasconde. Ammette subito gli errori commessi dalla sua creatura, ma sottolinea anche la lungimiranza dei temi portati avanti proprio dai suoi seguaci politici. “Mi pare che i temi fondativi del movimento siano ancora validi. Alcuni, come la transizione ecologica e digitale, sono diventati i temi principali dell’agenda politica europea e italiana. Dunque non si può dire che non ci avessimo azzeccato. Altri, come la democrazia diretta e la politica come servizio e non professione – come peraltro è in Svizzera, e non solo – restano da realizzare. Altri ancora sono emersi negli ultimi tempi: da un maggior controllo dei cittadini sui dati che li riguardano, a riforme istituzionali che garantiscano stabilità e al tempo stesso autonomia dei territori”.

Poi, Grillo, torna direttamente in campo. Detta la linea. E spiega che nell’assemblea costituente del M5s si parlerà di democrazia diretta e di come “recuperare contatto, dialogo e azioni congiunte con gli attivisti, che sono sempre stati il combustibile del MoVimento”. E ancora: “Ma al tempo stesso non possiamo discutere solo di regole di funzionamento interne, ma dobbiamo tornare a proporre idee radicali e visionarie, smarcandoci da una collocazione che è vecchia e superata da decenni. Parlare di sinistra e destra è come parlare di ghibellini e guelfi, anzi forse è meglio parlare di questi ultimi, perché tutti devono seguire l’Elevato”, rimarca il comico genovese. Il messaggio appare chiaro: nessuna coalizione, nessun apparentamento al Pd.

E ancora, il comico mette i proverbiali puntini sulle “i” sul doppio mandato, principio a sua detta indiscutibile. La regola del doppio mandato? “E’ comprensibile che chi oggi si trova al secondo mandato vorrebbe eliminarla. D’altronde l’istinto di sopravvivenza proviene dalla nostra natura animale, ed è insopprimibile. Ma lo scopo di ogni regola, in fondo, è di arginare i nostri istinti animali nell’interesse comune. Il limite alla durata dei mandati è non solo un principio fondativo del movimento, ma è anche un presidio di democrazia fin dai tempi dell’antica Atene. Come ho detto più volte, dovrebbe diventare una legge costituzionale, quantomeno per le cariche più importanti”, conclude Beppe Grillo.

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