Latina, nulla di fatto. Anche il Consiglio di Stato boccia Coletta. Tutto da rifare per il sindaco di sinistra: si rivota in 22 sezioni

Niente da fare per l’ex  sindaco di Latina, Damiano Coletta. Si tornerà al voto in 22 sezioni per brogli elettorali e inquinamento dei risultati.  Il Consiglio di Stato, con una sentenza depositata oggi, ha respinto il ricorso presentato dall’ex primo cittadino civico di sinistra. Confermata dunque la sentenza del Tar del Lazio. Che lo ha dichiarato decaduto da sindaco di Latina. E ha disposto che si torni al voto in 22 sezioni su 116. E per Vincenzo Zaccheo, candidato del centrodestra che ha sfiorato per un soffio la vittoria, si riapre la partita.

Si parla di un quadro di “generale inquinamento che rende impossibile ricostruire l’effettiva volontà del corpo elettorale”. I giudici di palazzo Spada hanno ritenuto infondate le censure formulate nel ricorso. Sottolineando che sono state riscontrate “in numerose sezioni, violazioni delle regole di voto e di scrutinio. Talmente gravi, manifeste e sistematiche, da far emergere un quadro di generale inquinamento del voto. Che ne alteri in modo oggettivo la genuinità e soprattutto renda impossibile, con valenza assorbente ogni ulteriore considerazione, ricostruire l’effettiva volontà del corpo elettorale interessato”. Inoltre la Prefettura di Latina ha accertato, tra varie anomalie, in un numero significativo di sezioni la non corrispondenza del numero complessivo di schede autenticate rispetto alla somma delle schede effettivamente utilizzate dagli elettori. E di quelle non utilizzate e indicate a verbale, con una differenza numerica, in alcune sezioni, non trascurabile”. La sentenza del Consiglio di Stato fa dunque riferimento a “oggettive gravi illegittimità accertate. Che di per sé sono idonee ad invalidare irrimediabilmente le operazioni elettorali. E di conseguenza il loro esito”.

“La giustizia mette fine alle fake news raccontate in questi giorni da Coletta e dalla sua maggioranza. Relativamente alle elezioni di ottobre 2021, il Consiglio di Stato parla chiaramente di inquinamento del voto, altro che errori formali”. Così il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, coordinatore provinciale di Latina. “La sentenza del Consiglio di Stato getta ombre persino più cupe della pronuncia del Tar. I magistrati parlano esplicitamente di una ‘estrema confusione’ in alcuni seggi. Tale da influire negativamente sull’attendibilità del risultato elettorale. Altro che vittoria legittima, quella di Coletta è stata una vittoria opaca. Il sindaco della legalità e della trasparenza, quello che doveva cambiare libro, ha scritto una delle pagine più buie della storia di Latina. Fortunatamente – conclude Calandrini – questa è stata l’ultima sua malefatta. Perché l’era Coletta a Latina è finita definitivamente. Alla città non resta che affrontare il voto il prossimo 4 settembre. Dove agli elettori sarà restituito il diritto democratico che un anno fa gli è stato sottratto con l’inganno”.

Pubblicato da edizioni24

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